Tra tradizione e streaming, perché la Gen Z ama gli scacchi

La Generazione Z ha riscoperto gli scacchi: sfida e crescita personale, creatività ma anche rigore e analisi e un avvincente processo di ibridazione con il mondo del gaming. Sono diverse le motivazioni alla base di una passione che sta spingendo sempre più giovani ad avvicinarsi a questo mondo, non solo nella versione tradizionale, con sfide in presenza davanti alla scacchiera, ma anche nello scenario a loro più congeniale: quello degli streamer, degli youtuber e delle piattaforme online.

La versione “digitale” degli scacchi, infatti, è la porta di accesso, rapida e smart, alla riscoperta di una passione che sta caratterizzando le modalità di socializzazione e tempo libero della Gen Z negli ultimi anni, con la possibilità di giocare anche partite più brevi e adrenaliniche, rispetto ai match tradizionali, dalla durata lunga e complessa. 

La rinascita degli scacchi tra i giovani

Era inevitabile che una generazione duramente segnata dall’isolamento causato dalla pandemia cercasse, e scoprisse con successo, nuove modalità di socializzazione, condivisione e inclusione, facendole proprie e “incrociandole” con i linguaggi delle nuove tecnologie.

Per quanto possa sembrare strano, la pandemia – spiega ad Artuu Pierluigi Piscopo, direttore agonistico della Federazione Scacchistica Italianaè stata un momento di svolta per gli scacchi. In tanti, costretti a casa, hanno scoperto come giocare online. Un numero enorme di persone si è avvicinato agli scacchi e non ha più smesso, soprattutto i più giovani. Prima si imparava a giocare in famiglia o a scuola, oggi lo si fa anche su YouTube e online. Gli scacchi sono perfetti per la dimensione digitale: sono una sorta di videogioco ante litteram, ma con una reputazione molto positiva. I genitori, ad esempio, sono più favorevoli a lasciare che i figli usino i dispositivi digitali per giocare a scacchi, rispetto ad altri tipi di contenuto, perché lo vedono come un passatempo intelligente”.

Ancora nello scenario digitale, un altro importante elemento di popolarità è stata indubbiamente la miniserie The Queen’s Gambit, prodotta e distribuita da Netflix. Un racconto, caratterizzato da un grande impatto estetico e da una protagonista straordinaria, l’attrice Anya Taylor-Joy, in grado di presentare la disciplina in una nuova luce, più glamour e affascinante. Non più un gioco da “nerd”, ma qualcosa di raffinato, caratterizzante. “Internet, YouTube, Netflix, e in generale tutta la filiera della creazione dei contenuti – sottolinea Piscopo – sono l’ambiente naturale della Gen Z. Il fatto che esista così tanto materiale scacchistico online ha favorito la popolarità e la diffusione del gioco”. 

ALEXANDRA BOTEZ

Piattaforme e influencer: la nuova generazione digitale degli scacchi

Un ecosistema aperto, inclusivo, votato al divertimento e alla competizione, alimentato dalle piattaforme digitali dedicate: Chess.com, con oltre 20 milioni di utenti registrati e un canale YouTube da 2,64 milioni di iscritti, che spazia da partite online a tornei e abbonamenti premium; Lichess.org, completamente gratuito, con più di un milione di partite giocate ogni giorno; Chess24, apprezzato dai professionisti per le dirette dei tornei di alto livello; fino alla FIDE Online Arena, piattaforma ufficiale della Federazione internazionale che consente di ottenere rating e titoli riconosciuti.

A queste si affiancano realtà come Chess.org o Spark Chess, che puntano su esperienze più immediate e didattiche. Un panorama vastissimo, che incrocia il bisogno della Gen Z di socialità digitale e competizione online, con numeri che crescono a ritmo vertiginoso. Accanto alle piattaforme e ai prodotti culturali che hanno alimentato la popolarità degli scacchi, un ruolo decisivo lo hanno avuto gli influencer e i creator digitali, capaci di trasformare il gioco in un fenomeno virale.

ALESSIA SANTERAMO

In Italia spicca Alessia Santeramo, Maestra FIDE e campionessa italiana juniores, attiva su Twitch dal 2020 e successivamente su YouTube, dove oggi conta 236mila iscritti. Anche il campione italiano assoluto 2022 Luca Moroni ha saputo conquistare il pubblico come streamer, contribuendo a rendere più accessibile e dinamica l’immagine degli scacchi. Sul piano internazionale, i numeri diventano impressionanti. Le sorelle Andrea e Alexandra Botez (BotezLive) hanno rivoluzionato lo streaming scacchistico con un mix di intrattenimento e contenuti tecnici: il loro canale conta circa 1,86 milioni di iscritti, con oltre 1 miliardo di visualizzazioni. Oggi fanno sentire la loro voce anche grazie a un podcast seguitissimo.

Ancora più eclatante il successo di Levy Rozman (GothamChess), international master statunitense, che ha raggiunto la cifra record di 6,7 milioni di iscritti su YouTube e circa 4 miliardi di visualizzazioni complessive. Non meno rilevante il fenomeno di Hikaru Nakamura, grande maestro americano e protagonista assoluto di Twitch, dove ha reso virali le partite bullet e blitz, con contenuti interattivi e un linguaggio vicino ai giovani. A dare ulteriore colore alla scena internazionale ci sono poi personaggi come Rey Enigma, misterioso creator spagnolo che sfida i passanti in strada e vanta 3 milioni di follower su TikTok e oltre 2 milioni su YouTube, e il comico indiano Samay Raina, che durante la pandemia ha contribuito a rilanciare gli scacchi in India coinvolgendo grandi maestri e colleghi streamer.

Molto popolare anche il croato Antonio Radić (Agadmator), creatore di uno dei canali più popolari di YouTube, con 1,34 milioni di iscritti. I creator hanno contribuito a rendere gli scacchi virali anche su Twitch e TikTok, trasformando le partite in eventi seguiti da milioni di spettatori live e contenuti brevi capaci di raggiungere un pubblico giovanissimo. “Questo scenario in continua evoluzione, tra piattaforme e streamer – continua Piscopo – ha reso gli scacchi più vicini ai giovani e non più solo un gioco da scacchiera, con lunghe partite. Oggi le sfide online sono veloci, dinamiche, scherzose. I commentatori usano linguaggi vicini ai giovani, nascono meme, format divertenti. È un fenomeno molto giovanile. E soprattutto, non c’è nessuna contrapposizione: sono strumenti perfettamente complementari. Mai come adesso la Federazione ha avuto così tanti iscritti, cresciamo del 50%, e ai campionati giovanili ormai veleggiamo oltre i 1500 partecipanti, solo pochi anni prima erano la metà”. Dalla scacchiera tradizionale al digitale, gli scacchi si reinventano per una generazione che gioca, impara e socializza.

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