Tra tradizione e visione pop: Stefano D’Onghia e Tosato firmano “Frazioni”

Nel panorama dell’arredo italiano, dove la tradizione artigianale continua a rappresentare un asset identitario ma è sempre più chiamata a confrontarsi con linguaggi contemporanei, nasce l’incontro tra Tosato e Stefano D’Onghia, noto al grande pubblico come “il Dongi”. Da un lato, una storica realtà della pianura veronese, custode di saperi produttivi legati al mobile in stile; dall’altro, una figura capace di attraversare il mondo dell’antiquariato e della cultura visiva con uno sguardo riconoscibile, affinato anche grazie alla popolarità televisiva di “Cash or Trash – Chi offre di più?”.

Il risultato è “Frazioni”, una collezione che si muove lungo una linea di tensione fertile: quella tra memoria e reinterpretazione, tra equilibrio formale ed elementi di rottura. Il progetto traduce in oggetti d’arredo un dialogo a due voci, dove la solidità della manifattura incontra una sensibilità più istintiva e narrativa, capace di frammentare e ricomporre codici estetici differenti.

In questa doppia intervista, Tosato e D’Onghia raccontano genesi, visione e prospettive di una collaborazione che non si limita a un’operazione di co-branding, ma ambisce a ridefinire, attraverso il design, il rapporto tra heritage produttivo e immaginario contemporaneo.

Stefano sei diventato noto al grande pubblico grazie al ruolo di mercante in “Cash or Trash – Chi offre di più?”, dove il tuo occhio per gli oggetti e per il loro valore è ormai riconoscibile. In che modo questa esperienza ha influenzato il tuo approccio alla progettazione della collezione “Frazioni”?

“Il mio approccio alla collezione “Frazioni” è stato sicuramente molto influenzato dalla mia esperienza di Perito estimatore perché negli anni ho avuto modo di vedere, toccare e vendere tantissimi oggetti. Da qui la “combo” di essere un commerciante, un valutatore e in questo caso, oggi, designer. Sono molto colpito dalle reazioni delle persone, abbiamo già venduto alcuni pezzi della collezione e ne sono davvero felice! Vedere già quanto era piaciuto in anteprima, mi ha dato molta forza. Ti posso svelare che prossimamente sarò giudice in un altro nuovo format tv, sempre su Nove, che sarà ancora più inerente alla creazione di questo nostro prodotto”.

Frazioni, D’Onghia – Tosato

La collaborazione con Tosato nasce anche da una comune radice territoriale nella pianura veronese. Quanto ha contato questo legame nella definizione dell’identità della collezione e nel dialogo tra artigianalità tradizionale e gusto pop contemporaneo?

“Il dialogo fra artigianalità tradizionale e gusto pop ha contato moltissimo, perché in questi nostri prodotti abbiamo cercato esattamente la sintesi di queste parole”.

Il nome della collezione suggerisce una divisione e al tempo stesso una coesistenza armonica tra stili diversi. Come hai tradotto concretamente questo concetto nel design dei mobili, sia a livello formale sia nella scelta dei materiali e delle finiture?

“Queste domande rispecchiano perfettamente la concezione e la creazione di “Frazioni”! Sì, l’aver unito due epoche diverse, lo abbiamo fatto con dovizia artigianale, cercando l’equilibrio nella creazione. Da una parte la porzione di un mobile in stile intarsiato, molto venduto dalle aziende del nostro territorio (Cerea, in provincia di Verona) e per questo riconosciuto a livello internazionale, dall’altra il moderno, costituito da tavole in legno di alta qualità con una livrea di colori forti e accesi”.

Nel tuo lavoro quotidiano valuti e selezioni oggetti progettati da altri; con “Frazioni” ti sei invece messo in prima persona come autore. Che differenza hai percepito tra l’essere mercante e diventare designer, e quale delle due dimensioni senti oggi più vicina alla tua identità professionale?

“L’esperienza è bellissima. Non puoi immaginare l’emozione nel vedere realizzati questi prodotti quando ho avuto modo di visionare i primi tre prototipi. È un po’ come vedere il pancione di una mamma e poi vedere il bimbo nella culla, anche se non vorrei esagerare con questo confronto. Però, veramente, non immaginavo tutto questo! Sento molto forte l’identità di “mercante” ma oggi poter provare anche l’esperienza di essere “designer” è parimenti emozionante!”.

Alessandro Tosato e Stefano D’Onghia

Se per D’Onghia il progetto rappresenta un passaggio dalla valutazione alla creazione, per Tosato segna un’evoluzione strategica all’interno di una tradizione consolidata.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Tosato: la vostra è un’azienda con una lunga tradizione nella produzione di mobili in stile. Cosa vi ha convinto a coinvolgere Stefano D’Onghia in un progetto creativo e a firmare insieme a lui una collezione, segnando un’apertura verso un linguaggio più contemporaneo e pop?

“Tosato nasce nel cuore di un territorio in cui la storia e la cultura del mobile sono parte integrante dell’identità delle persone che vi lavorano. In questo distretto, con passione e maestria, si realizzano da generazioni prodotti di alta ebanisteria. Negli ultimi anni la Tosato ha intrapreso un percorso di ampliamento stilistico, affiancando alle collezioni classiche nuove proposte contemporanee, nelle quali il filo conduttore rimane l’artigianalità e il rispetto delle caratteristiche tecniche tipiche del mobile veronese.

Riconoscendo in Stefano una rara sensibilità verso questi stessi valori, unita a una profonda cultura e creatività in ambito stilistico, ci siamo confrontati con lui pensando ad un progetto dove l’obiettivo fosse quello di coniugare l’arte e la tradizione del mobile classico con la freschezza e la dinamicità del linguaggio contemporaneo e pop, dando vita a una collezione capace di dialogare con entrambi i mondi”.

La collezione “Frazioni” nasce nel solco delle tecniche artigianali della pianura veronese, ma si presenta anche come un prodotto pensato per nuovi pubblici e nuovi canali di comunicazione. In che modo questa collaborazione rientra nella vostra strategia di evoluzione del brand e di posizionamento nel mercato attuale?

“La distribuzione dei prodotti Tosato avviene attraverso una rete selezionata di punti retail e studi di progettazione, sia in Italia che all’estero. Con questo progetto desideriamo raggiungere un pubblico particolarmente attento al dettaglio stilistico, interessato a possedere un pezzo unico e numerato, frutto di un percorso creativo esclusivo.

Parallelamente, l’iniziativa mira ad ampliare il nostro modello distributivo introducendo una modalità di vendita dedicata: un canale e‑commerce esclusivo, ospitato su un sito appositamente sviluppato per questa collezione, accessibile all’indirizzo www.tosatodesigner.com”.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e ultimabozza.it scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica.

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