Schiele, tre disegni confiscati dai musei americani: furono rubati a un collezionista ebreo sotto il nazismo?

Tre quadri di grande valore di Egon Schiele sono stati sequestrati per ordine del procuratore distrettuale di Manhattan, New York, ad altrettanti prestigiosi musei statunitensi, in quanto presunte opere appartenute a un collezionista ebreo tedesco, deportato e deceduto in un campo di concentramento della Germania Nazista.

Egon Schiele, Portrait of a Man (1917)

A quanto pare l’America sta revisionando la monumentale opera di salvataggio dell’arte europea confiscata dai Nazisti, quella operata dai celebri Monuments men rievocati da George Clooney in una pellicola di qualche anno fa. Non è un mistero che una buona parte delle collezioni pubbliche nordamericane (che poi in verità sono private, ma fruibili dal pubblico) siano composte da pezzi provenienti da furti e saccheggi più o meno variamente commissionati nel corso, soprattutto, del Novecento. Così come, tantomeno, è ignoto che una parte delle opere custodite nelle istituzioni museali Usa siano false. Ora però, stando a quanto si apprende dal “New York Times”, i tre pezzi contestati saranno traferiti a New York per un confronto giudiziario con i pretendenti, a quanto pare legittimi discendenti di Fritz Grünbaum, cabarettista ebreo e collezionista, apertamente ribelle alla persecuzione tedesca durante gli anni Trenta. Tanto che fu internato a Dachau e lì, sempre secondo quanto affermano i parenti decisi a ottenere la restituzione delle opere, fu costretto a firmare un documento di procura illegale al trattamento della sua collezione, comprendente ben 81 quadri di Schiele, tutti venduti e dispersi.

Egon Schiele, Girl with Black Hair, 1911, Watercolor and graphite pencil on paper, 45 × 31.6 cm

Gli eredi si dicono certi che almeno una dozzina delle tele espressioniste di proprietà dell’avo siano oggi in territorio americano, a cominciare dalle prime tre di cui il giudice newyorchese ha disposto il sequestro, che hanno un valore complessivo di oltre tre milioni e mezzo di dollari: un acquerello e matita dal titolo (in inglese): Girl with Black Hair, datata 1911, valutata i milione e mezzo di dollari, attualmente custodito dall’Allen Memorial Art Museum in Ohio, una carta ad  acquerello e matita del 1916 intitolata Russian War Prisoner, di proprietà dell’Art Institute of Chicago e uno schizzo a matita trovato all’interno del Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, noto come Ritratto di un uomo (1917).

I Monuments men americani di oggi non portano le divise dell’esercito degli Stati Uniti, ma le toghe della giustizia. E non sono in missione nell’Europa nazista, ma in casa loro.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Paolo Sciortino
Paolo Sciortino
Paolo Antonio Sciortino, inteso Nino Santantuono, nasce e scrive a Milano da sessant'anni quasi suonati. Ha scritto articoli di giornale, romanzi, testi poetici, canzoni e testi teatrali, è stato copywriter, ghost writer, art writer. Adesso è un po' stanchino di tutte le parole che hanno invaso il pianeta, dunque ascolta poco e parla ancora meno. Ma siccome respira ancora, continua a scrivere.

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