Nel mondo dell’arte, siamo abituati a vedere atti di vandalismo diretti contro le opere stesse, erodendo e compromettendo la loro bellezza eterna e il loro patrimonio culturale. Ma cosa succede quando i vandali si rivolgono direttamente ai dirigenti del museo personalmente, vandalizzando le loro residenze private? Ecco ciò che sta succedendo a Brooklyn, New York, dove recentemente tre individui sono stati indagati per atti di vandalismo nelle abitazioni dei dirigenti del Museo di Brooklyn.
Secondo quanto riportato da Artnet e dalla giornalista Eileen Kinsella, l’Ufficio del Procuratore Distrettuale di Brooklyn ha accusato tre persone dei crimini d’odio derivanti dagli incidenti di vandalismo avvenuti il 12 giugno alle abitazioni di Anne Pasternak, direttrice del Brooklyn Museum, e di altri membri del consiglio di amministrazione del museo.
Il gruppo “ha presumibilmente sparso vernice rossa, [e] lasciato minacce alle abitazioni delle vittime”, secondo una dichiarazione del procuratore distrettuale. Sono stati accusati di aver fatto una minaccia terroristica come un crimine d’odio, così come di danneggiamento volontario come crimine d’odio, secondo le accuse.
Come riportato precedentemente da Artnet, i vandali hanno appeso un striscione all’ingresso principale dell’edificio di coproprietà di Pasternak a Brooklyn Heights che recitava: “Anne Pasternak / Brooklyn Museum / White-Supremacist Zionist”. Lo striscione mostrava anche impronte di mani nella vernice rossa, e il termine “Funds Genocide” ripetuto lungo il fondo dello striscione. Sul suolo, “Blood on Your Hands” era dipinto in lettere a blocco.
Questo caso giudiziario potrebbe non colpire direttamente il mondo dell’arte, ma ha un impatto significativo sulle persone e sulle istituzioni che lo compongono. Il vandalismo e i crimini d’odio mirano a seminare il terrore e l’odio, distruggendo non solo la proprietà, ma anche gli ideali di pace, rispetto e tolleranza. Questi atti di violenza devono essere fermati e condannati, per garantire la sicurezza dei dirigenti del Museo di Brooklyn e di tutti coloro che lavorano a stretto contatto con il mondo dell’arte.
Queste notizie di arte rappresentano un piccolo segnale di allarme in un ambiente che, sebbene spesso considerato elitario e distante dalla realtà quotidiana, non sfugge a eventi e dinamiche di odio e violenza. Non dimentichiamoci che l’arte è un linguaggio universale che dovrebbe unire le persone, non dividerle.
Alla luce di questi atti di vandalismo, i dirigenti del Museo di Brooklyn e la comunità artistica nel suo complesso, devono rimanere uniti e solidali, ribadendo che l’arte è un simbolo di pace e di unione, e non deve assolutamente diventare un bersaglio per crimini d’odio. Come sottolineato dalla stessa Anne Pasternak, “il Brooklyn Museum ha lavorato per due secoli per promuovere la comprensione reciproca attraverso l’arte e la cultura, e abbiamo sempre sostenuto la protesta pacifica e il dialogo aperto e rispettoso. Violenza, vandalismo e intimidazione non hanno posto in quel discorso”.
Fonte: Notizie di Artnet.



