Formazione, scambio internazionale e cultura del progetto si incontrano a Milano nel nuovo bootcamp promosso da Triennale Milano in collaborazione con Qatar Museums, con il coinvolgimento di Design Doha, la biennale dedicata all’eccellenza del design in Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale. Un progetto pensato per giovani laureati provenienti dalle università del Qatar, chiamati a confrontarsi con il sistema creativo milanese attraverso quattro settimane di incontri, workshop, visite e attività progettuali.
Il percorso, avviato il 20 aprile 2026, si concluderà venerdì 15 maggio alle ore 18.00 in Voce Triennale con l’incontro pubblico The Dinner that Never Happened, momento finale di restituzione del lavoro svolto dai cinque partecipanti insieme al team di tutor composto da Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, Stefano Mirti, architetto e docente, e Studio Propp.
Il bootcamp nasce come estensione della missione condivisa da Triennale Milano e Qatar Museums: promuovere dialogo, collaborazione internazionale e trasmissione del sapere attraverso il design. Non si tratta soltanto di un programma formativo, ma di un’esperienza di immersione nel tessuto culturale e produttivo di Milano, rivolta a giovani professionisti con competenze diverse, tra design, architettura d’interni, comunicazione, antropologia e cultural studies.
La selezione dei partecipanti è stata promossa attraverso una open call lanciata nel dicembre 2025 e coordinata da Design Doha in collaborazione con le università del Qatar. A gennaio 2026, una commissione composta da rappresentanti di Design Doha, della facoltà di design della Virginia Commonwealth University e di Triennale Milano ha individuato i cinque profili selezionati: Reema Abu Hassan, designer, architetta e ceramista; Abdulrahman Al Muftah, artista multidisciplinare; Adriane de Souza, artista brasiliana residente a Doha; Maryam Hashim, designer; e Meryem Omerspahic, designer e architetta.
Durante il soggiorno milanese, i partecipanti hanno attraversato un programma costruito per mettere in relazione teoria, pratica e osservazione diretta. La prima settimana, coincisa con la Milano Design Week, ha permesso loro di visitare il Salone del Mobile.Milano e alcune tra le proposte più significative diffuse in città. Le settimane successive hanno invece sviluppato focus specifici, trasformando l’esperienza urbana in un processo condiviso di ricerca, confronto e produzione.
Al centro del progetto c’è una domanda semplice ma decisiva: come i gesti, i materiali e i codici della vita quotidiana possono raccontare l’identità di una città? I cinque partecipanti hanno osservato Milano partendo dalle sue abitudini, dai suoi rituali, dai suoi linguaggi formali e informali, per tradurre queste intuizioni in risultati concreti di design.
Il titolo dell’incontro finale, The Dinner that Never Happened, suggerisce proprio questa dimensione sospesa tra ospitalità, immaginazione e progetto. Il bootcamp intende infatti creare un ponte tra lo stile milanese e le tradizioni qatariote dell’accoglienza, usando il design come strumento di dialogo interculturale e come pratica capace di generare nuove possibilità di collaborazione.




