Vi rimangono soltanto due settimane per ammirare una delle installazioni artistiche più strane e al contempo affascinanti degli ultimi cinquant’anni. L’opera dell’incomparabile Donna Dennis, Deep Station, rimarrà su Montauk, Long Island, New York, presso un vecchio fienile sulla Ranch, uno spazio curato dal mercante d’arte Max Levai fino al 15 agosto.
La visita a questa installazione, creata dall’artista tra il 1981 e il 1985, non è delle più agevoli. Eppure, chiunque riesca a raggiungere il luogo, sarà gratificato dall’impegno profuso. Con un’arte potente come questa, sembra quasi irrispettoso rovinare la sorpresa ad un osservatore alla prima esperienza, perciò cercheremo di essere brevi. Immaginate di camminare dalla campagna aperta verso la struttura e di trovarvi di fronte a una stazione della metropolitana in scala ridotta, costruita da Dennis con legno, masonite, vernice, vetro, metallo e plastica.
Troneggiano soffitti a volta affascinanti e luci scintillanti. Due binari convergono in uno solo e poi si interrompono, vi trovate alla fine della linea. L’area intorno è deserta, tranne per un orologio che pende sulla parete di quella che sembra una cabina di comando, con un ufficio al di sopra troppo alto per sbirciare dentro. Ogni pochi minuti, il suono di un treno risuona attraverso altoparlanti invisibili.
Tuttavia, nonostante la stazione sia vuota, possiamo rilevare inquietanti segni di vita, di forze invisibili all’opera. Donna Dennis, artista nell’ombra che quest’anno compie 82 anni, per decenni ha costruito numerose installazioni architettoniche dall’atmosfera spettrale. Non sono abbastanza grandi da essere chiamate miniature, ma nemmeno abbastanza capienti da essere percorse in sicurezza. Di solito, l’artista delinea l’altezza delle porte misurando la propria statura e lavora da lì.
Deep Station è alta 11 piedi, larga 20 e profonda 24, ma la percezione è quella di uno spazio molto più grande, forse a causa dell’eccezionale dettaglio con cui è stata realizzata. Ogni rivetto, ogni mattone è stato riprodotto meticolosamente, con vernice schizzata sul pavimento ad evocare l’immagine di sporcizia. Anche gli interni avvolti nell’ombra contribuiscono a creare un senso di spaesamento.
L’installazione coinvolge lo spettatore su due fronti: l’assoluta verosimiglianza che non viene mai meno e la preoccupante consapevolezza che il treno che si sente in lontananza non arriverà mai in stazione. Alla luce di questi elementi, Deep Station appare come un luogo di reclusione, rifugio e meditazione. Un luogo d’incertezza, definito dalla stessa artista come “un tipo di spazio metaforico che riguarda vari aspetti dell’esperienza umana e, ovviamente, dell’inconscio”.
Completato nel 1985, Deep Station è stato esposto in vari musei degli Stati Uniti fino al 1998 dopodiché è rimasto in un deposito. Ora, dopo un quarto di secolo, quest’opera d’arte unica nel suo genere viene finalmente esposta nuovamente. Un’istituzione dovrebbe acquistarla e metterla in mostra permanentemente, perché non dovremmo aspettare un altro quarto di secolo per rivederla. L’opera della Dennis è un capolavoro virtuoso dell’arte fatta a mano, un inno all’ingegno e alla dedizione, che non necessita di materiali o tecniche industriali per ottenere risultati stupefacenti.
Per ora, vi invitiamo a scoprire il fascino immenso di Deep Station, a immergervi nell’ombra onirica e nostalgica della sua metropolitana deserta, a lasciarvi catturare dallo charme dell’ignoto che aleggia in ogni angolo della stazione, da ogni dettaglio meticolosamente riprodotto. Riuscirete difficilmente a scordare questa straordinaria esperienza artistica.


