Van Gogh da 150 milioni guida l’asta Sotheby’s che riporta sul mercato una collezione leggendaria

Per oltre mezzo secolo è rimasto lontano dagli occhi del pubblico, custodito insieme a Cézanne, Monet, Renoir e Degas in una collezione privata sudamericana. Ora il Châtaignier en fleurs roses et blanches di Vincent van Gogh torna sotto i riflettori con una valutazione di circa 180 milioni di dollari, pari a oltre 150 milioni di euro. Il dipinto guiderà l’asta della collezione Blaquier-Arrieta organizzata da Sotheby’s a New York il 18 novembre 2026.

La cifra rappresenta una stima, mentre il prezzo definitivo nascerà dalla competizione in sala. Il riferimento assume già una portata storica: l’attuale record d’asta di Van Gogh appartiene a Verger avec cyprès, aggiudicato da Christie’s nel 2022 per 117,2 milioni di dollari. Il castagno in fiore può quindi superarlo di oltre sessanta milioni e riscrivere la gerarchia economica dell’artista.

Van Gogh dipinse l’opera ad Auvers-sur-Oise nel maggio del 1890, durante le prime settimane trascorse nel villaggio dopo la partenza dall’ospedale di Saint-Rémy. Sarebbe morto il 29 luglio dello stesso anno. La chioma del castagno riempie la superficie con pennellate verdi, bianche e rosa, trasformando la fioritura primaverile in una massa vibrante. Sotheby’s presenta il quadro come un’esplosione di energia realizzata a circa tre mesi dalla morte dell’artista: una prossimità biografica destinata a incidere profondamente sul suo racconto commerciale.

Il Van Gogh costituisce il vertice di un gruppo compatto di dodici dipinti impressionisti e postimpressionisti, valutato complessivamente intorno ai 450 milioni di dollari, circa 395 milioni di euro. Le opere furono raccolte soprattutto a Londra negli anni Settanta da Nelly Arrieta de Blaquier e Carlos Pedro Blaquier, membri di una delle famiglie industriali più influenti dell’Argentina. Per decenni la collezione ha alimentato racconti e indiscrezioni all’interno del mercato, mentre molti dei suoi capolavori restavano assenti dalle esposizioni pubbliche.

Accanto al Van Gogh emerge l’Arlequin di Paul Cézanne, valutato circa 120 milioni di dollari. Dipinto tra il 1888 e il 1890, appartiene a una serie di quattro Arlecchini: gli altri tre esemplari sono conservati in musei e questo rappresenta l’unico ancora in mani private. L’opera torna visibile dopo l’ultima esposizione pubblica del 1975 e punta a stabilire un nuovo record d’asta per Cézanne.

La raccolta comprende inoltre La Place du Théâtre-Français et l’avenue de l’Opéra di Camille Pissarro, stimato fra 30 e 40 milioni di dollari; En Canot (Jeune fille à la barque) di Pierre-Auguste Renoir, valutato fra 25 e 35 milioni; il pastello Avant la course di Edgar Degas, fra 20 e 30 milioni; e Le Jardin des Tuileries di Claude Monet, fra 15 e 20 milioni. Completano l’insieme opere di Gauguin, Sisley, Toulouse-Lautrec, Derain e Vlaminck.

Sotheby’s ha scelto di presentare cinque dipinti a Londra, affidando inizialmente il Van Gogh alla visualizzazione digitale. Le opere principali proseguiranno poi verso Taipéi, Hong Kong e Parigi, costruendo un tour internazionale rivolto ai grandi collezionisti di Stati Uniti, Europa, Asia e Medio Oriente. La casa d’aste trasforma così la vendita in una campagna globale, dove esposizione, comunicazione e creazione dell’attesa partecipano direttamente alla costruzione del prezzo.

Il valore della collezione nasce anche dalla sua prolungata invisibilità. Cinquant’anni fuori dal circuito espositivo hanno convertito la riservatezza in scarsità: opere già note agli studiosi acquisiscono oggi la forza mediatica di una scoperta. Il catalogo Blaquier-Arrieta concentra inoltre dodici nomi capaci di funzionare come beni rifugio internazionali, in un momento in cui il mercato premia capolavori immediatamente riconoscibili e dotati di provenienze storiche.

Il 18 novembre Sotheby’s venderà quindi molto più di dodici dipinti. Metterà all’asta l’ultima apparizione compatta di una stagione del collezionismo in cui opere di qualità museale potevano ancora essere acquistate insieme e sottratte alla circolazione per due generazioni. Il Van Gogh da oltre 150 milioni di euro misura il prezzo attuale di quell’assenza.

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