Vinci: nuova scultura monumentale realizzata da Filippo Tincolini per omaggiare il genio di Leonardo

Il 15 aprile 2026, giorno della nascita di Leonardo da Vinci, la città di Vinci inaugura Leonardo torna a Vinci, monumento realizzato da Filippo Tincolini. Un intervento che si inserisce nello spazio pubblico con una presenza monumentale – cinque tonnellate di Marmo Bianco di Carrara, una figura alta 220 centimetri su basamento di 120 – ma che orienta la propria forza non sulla celebrazione, quanto sulla costruzione di un dialogo aperto.

L’opera si colloca in una posizione precisa: evitare la retorica del monumento come immagine definitiva. Tincolini non propone una rappresentazione conclusa di Leonardo, ma costruisce una figura che resta aperta all’interpretazione, capace di attivare una riflessione sul significato attuale del pensiero leonardiano. Leonardo emerge non come icona, ma come metodo, come tensione continua verso la conoscenza.

Questo approccio si riflette con chiarezza nel processo di realizzazione. La scultura nasce da un sistema che integra fresatura robotica e intervento manuale, in cui la tecnologia non assume un ruolo subordinato, ma entra nel cuore della pratica artistica. Tincolini progetta il robot utilizzato per scolpire il marmo, costruendo una relazione diretta tra idea, strumento e risultato. La macchina non sostituisce la mano, ma ne amplia il raggio d’azione, rendendo il processo stesso parte del significato dell’opera.

Si stabilisce così una continuità con la lezione di Leonardo, che concepiva la tecnologia come strumento per comprendere il mondo. Nel lavoro di Tincolini, arte, tecnica e ricerca si intrecciano senza separazioni, dando forma a un sistema in cui ogni fase – dalla progettazione alla lavorazione – contribuisce alla costruzione dell’opera.

Accanto al monumento, la mostra fotografica Il tempo e l’istante – Genesi di un’opera, firmata da Laura Veschi, restituisce visivamente questo processo. Le immagini in bianco e nero si concentrano sulla materia e sui passaggi intermedi, mostrando il momento in cui la forma emerge ma non è ancora compiuta. Non documentano semplicemente, ma rendono visibile la dimensione temporale e decisionale della scultura, dove ogni intervento è definitivo e ogni gesto implica una scelta irreversibile.

Il progetto si inserisce in una visione più ampia espressa dal sindaco Daniele Vanni, che sottolinea come Vinci non voglia essere solo luogo di memoria, ma spazio attivo di produzione culturale. Il monumento diventa così parte di un sistema che mette in relazione passato e presente, tradizione e innovazione.

Leonardo torna a Vinci non si esaurisce nella sua forma finale. È un’opera che continua a operare nel tempo, attraverso lo sguardo di chi la incontra, ponendo una domanda che resta aperta: chi è Leonardo oggi.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Mattia Casanova
Mattia Casanova
Laureato in Economia e Gestione degli Eventi Culturali, il suo percorso lo ha portato a specializzarsi in Content Management e Web Design per il settore Artistico. Ha vissuto a Venezia, Londra e Cagliari.

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