Visible/Invisible: a Torino una mostra sulle “tracce della percezione”

Venerdì 1 novembre, dalle 18.00 alle 21.00, Edicola 51 a Torino inaugura, in occasione della settimana dell’Arte Contemporanea, la mostra Visible / Invisible – Traces of Perception, una rassegna che vede protagonisti 27 artisti, tra cui Aiello Pini, Allemandi, Banfo, Baricchi, Basso, Beccaria, Bellobono, Bussola, Casazza, Cauda, Fabbris, Gaggia, Galante, Gaido, Lena, Macchi, Mandelli, Mez, Morales, Olmann, Pession, Ratti, Rezza, Rotiroti, Torgue, Viale e Zambotti. L’evento rappresenta il quarto appuntamento annuale di Edicola 51, uno spazio nato nel 2021 nel cuore di Torino come studio d’artista e luogo di dialogo progettuale.

Questa mostra si articola come un’occasione di dialogo e confronto fra artisti, un’occasione in cui ciascuno di loro presenta un’opera scelta come espressione essenziale della propria ricerca. Il tema centrale, Visible / Invisible, invita gli artisti a riflettere sul confine tra ciò che può essere percepito e ciò che rimane nascosto, un dialogo che si muove tra l’osservabile e l’intangibile. Attraverso questa lente, il percorso espositivo si sviluppa come un’indagine sulla percezione contemporanea, un invito a esplorare i meccanismi con cui rappresentiamo, ma soprattutto interpretiamo, l’invisibile.

In un’epoca in cui il mondo dell’arte contemporanea è spesso percepito come un sistema chiuso e inaccessibile, Visible / Invisible – Traces of Perception si propone come un laboratorio in cui l’arte esce dai vincoli delle consuete dinamiche di mercato per ristabilire nuove sinergie tra artisti e pubblico. Gli artisti coinvolti, pur provenendo da generazioni diverse e sviluppando linguaggi visivi eterogenei, condividono una comune urgenza: quella di riconnettersi alle radici profonde della propria poetica e di riscoprire nell’interazione e nella collaborazione la forza del processo creativo. L’obiettivo della mostra non è solo esporre opere, ma creare un’occasione di incontro autentico e intimo con il pubblico, restituendo l’arte alla sua dimensione di ricerca interiore e di dialogo condiviso.

Le opere esposte, frutto di linguaggi differenti e sperimentazioni formali, rappresentano ciascuna una tappa nella ricerca dell’artista. Esse non si limitano a un messaggio o a una rappresentazione, ma emergono come testimonianze vivide di un viaggio personale, una sorta di specchio delle fasi più profonde della creazione artistica, che nasce spesso nel silenzio dello studio. Qui, il pubblico è invitato a un’esperienza immersiva, ad avvicinarsi al processo di costruzione dell’opera per coglierne gli aspetti più intimi e complessi.

La mostra, sviluppandosi su più piani espositivi, vuole essere anche un’occasione per ripensare il ruolo di Edicola 51 non solo come spazio espositivo, ma come incubatore di progetti e idee che favoriscano il ritorno dell’arte alla sua funzione sociale. In questa direzione, quest’anno la rassegna ospita nel piano interrato il progetto Recontemporary, che presenta Beyond New Visions, una collettiva che segna un capitolo importante nella storia di questo spazio. Beyond New Visions esplora nuove frontiere visive e concettuali, suggerendo un percorso che si allontana dalla rappresentazione tradizionale per abbracciare linguaggi sperimentali e forme espressive innovative. Recontemporary porta qui un contributo che arricchisce il discorso centrale della mostra, proponendo nuove visioni del mondo contemporaneo attraverso opere che sfidano la percezione e ampliano i confini della rappresentazione artistica.

Il curatore della mostra, nel presentare Visible / Invisible – Traces of Perception, sottolinea come la rassegna ambisca a riportare al centro il valore dell’interazione tra pubblico e artista, un’esperienza partecipativa in cui il visitatore non è spettatore passivo ma diventa parte di un processo di scoperta. La vicinanza fisica con le opere e la possibilità di immergersi in un percorso visivo e concettuale favoriscono un dialogo aperto e inclusivo che invita a esplorare la complessità della percezione.

Visible / Invisible – Traces of Perception offre, quindi, non solo un percorso estetico ma una riflessione profonda su come interpretiamo ciò che ci circonda, su ciò che scegliamo di vedere e su ciò che preferiamo ignorare. La mostra si pone come ponte tra due dimensioni, visibile e invisibile, evidenziando come l’arte possa essere il mezzo attraverso cui accedere a significati nascosti e prospettive nuove. L’incontro tra artisti, pubblico e spazio espositivo si configura come un atto di condivisione e di scambio profondo, dove ogni opera è una traccia di un processo di comprensione più ampio che continua oltre il visibile.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Al MUSE(O) per apprendere con tutti i sensi: le proposte di IED Roma

Sono diversi anni ormai che l’Istituto Europeo di Design di Roma ha attivato un filone di ricerca specifico, nato nell’ambito del corso di Product Design, ma sviluppatosi poi nel più generico Master in Design for Children, in modo da integrare le attività di ricerca tradizionali con le nuove sfide educative che stanno investendo istituzioni come la scuola, i musei e il mondo della cultura in genere.

Andrea Chiampo ad Art Basel Miami 2025: MATER NATVRA e il confine tra fisico e digitale

L'edizione 2025 di Art Basel Miami Beach segna un punto di non ritorno per il mercato globale con il debutto di Zero 10. Curata da Eli Scheinman, questa nuova sezione non è solo uno spazio espositivo, ma una piattaforma critica dedicata all'arte dell'era digitale: un ponte necessario tra la solidità del mercato tradizionale e l'avanguardia tecnologica di AI, robotica e blockchain.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Questa non è una mostra, è un vero e proprio museo di arte contemporanea: la Sonnabend Collection a Mantova

Ceci n'est pas une exposition. Parafrasando le celebri parole di Magritte, raffigurate nel suo “Tradimento delle immagini” (1929), possiamo affermare che la Sonnabend Collection Mantova, inaugurata il 29 novembre scorso, effettivamente non è una mostra.

Formare la forma, riscrivere il ruolo della donna: perché Rachele Bianchi conta ancora oggi

“Sensibilità è partecipare al dolore degli altri”. Basterebbe solo questa frase per spiegare la poetica di Rachele Bianchi, artista multidisciplinare le cui opere, dalla forte carica emotiva ed empatica, parlano e hanno parlato a diverse generazioni.

Seguici su Instagram ogni giorno