Visioni Diacroniche 2025: l’arte come possibilità inespresse e connessioni future

La Fondazione Riccardo Catella, con il progetto BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, e Volvo Studio Milano consolidano la loro collaborazione con la terza edizione di Visioni Diacroniche, un ciclo di incontri con artisti contemporanei che fanno della trasformazione e dell’interazione il fulcro della loro ricerca. Curata da Francesca Colombo e Ilaria Bonacossa, l’edizione 2025 si concentra sul concetto di “Possibile Adiacente”, una teoria che descrive il potenziale di sviluppo latente in ogni sistema e che, nel contesto artistico, diventa una riflessione sul dialogo tra opera, spettatore e ambiente.

Il Volvo Studio Milano si trasforma così in un laboratorio esperienziale, un luogo di sperimentazione dove arte e pubblico si incontrano senza barriere, dove l’espressione artistica si fonde con tecnologia, natura e sostenibilità. La rassegna si articola in tre appuntamenti principali, con protagonisti Marzia Migliora, Matteo Nasini e Mario Airò, e un evento speciale con Sarah Brahim, che condurrà una passeggiata alla scoperta della Biblioteca degli Alberi, in un’inedita fusione tra paesaggio e performance.

Il primo incontro, il 5 marzo, vede protagonista Marzia Migliora, artista che utilizza fotografia, video, suono, performance e installazione per indagare il rapporto tra uomo e ambiente. Per Visioni Diacroniche presenta Run fast and bite hard (2022), un’installazione in cui un’auto diventa un ibrido tra il paesaggio urbano e la natura selvaggia, ricoperta da tessuti mimetici e avvolta da suoni di un bosco ricreati interamente dall’uomo. L’opera sovverte la percezione dello spazio, portando il pubblico a interrogarsi sulla costruzione artificiale della natura e sulla fragilità della nostra relazione con essa.

Il 17 settembre, sarà la volta di Matteo Nasini, che traduce il suono in forma, esplorando le connessioni tra musica, neuroscienze e scultura. I suoi lavori trasformano le onde cerebrali in composizioni sonore, creando installazioni in cui il sonno, il sogno e la materia si fondono in un’esperienza sinestetica.

Chiude il ciclo, il 12 novembre, Mario Airò, artista del vagabondare visivo, che compone paesaggi estetici partendo da letteratura, cinema, storia dell’arte e cultura quotidiana. Le sue opere non sono mai statiche, ma si trasformano in base allo spazio e al pubblico, sfidando lo spettatore a una lettura sempre nuova e personale.

A questi incontri si aggiunge un evento speciale con Sarah Brahim, che guida il pubblico in un percorso immersivo tra arte e natura, culminando in un dialogo al Volvo Studio Milano.

Visioni Diacroniche si conferma un appuntamento che crea esperienze partecipative, incontri che rompono la frontalità tra artista e pubblico, stimolando una riflessione su come interagiamo con lo spazio, con il tempo e con l’arte stessa. Un progetto che ribadisce il ruolo del Volvo Studio Milano e di BAM come catalizzatori di nuove visioni, capaci di far dialogare innovazione, cultura e ambiente in modi sempre più fluidi e sorprendenti.

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