Vlastimil Beránek a Murano: la scultura in vetro tra sperimentazione e memoria

La mostra Stillness in Motion / Immobilità in Movimento, ospitata nella Sala dell’Acqua di Palazzo Barovier&Toso a Murano, presenta una selezione di opere dell’artista ceco Vlastimil Beránek, nome di riferimento nella scena internazionale dell’arte vetraria contemporanea. Promossa da Barovier&Toso ARTE, la mostra propone una riflessione sul vetro come materiale scultoreo, capace di unire tradizione e ricerca formale.

Beránek, artista vetraio di terza generazione, utilizza la tecnica del casting per realizzare grandi sculture astratte ispirate a elementi naturali come l’acqua e il fuoco. Le opere, visivamente dense ma mai opprimenti, si impongono per la loro monumentalità e per l’interazione che instaurano con la luce. Il vetro, materiale solido ma fragile, qui viene trattato come mezzo espressivo autonomo, liberato dai canoni dell’artigianato e orientato verso una pratica artistica concettuale.

La colata permette a Beránek di ottenere forme tridimensionali complesse, impossibili da realizzare con tecniche tradizionali come la soffiatura. È una metodologia antica, rivitalizzata negli anni ’60 dal movimento internazionale Studio Glass, che trova in Beránek un interprete contemporaneo coerente e tecnicamente rigoroso. Le sue forme risultano solide ma fluide, levigate ma organiche, con cromatismi che giocano con la trasparenza e l’opacità.

Inserita in un contesto architettonico ricco di storia, la mostra si pone come un’occasione per valutare il ruolo attuale dell’arte in vetro nella pratica artistica contemporanea. La scelta di Murano, con la sua secolare tradizione vetraria, amplifica il significato dell’operazione: non un omaggio nostalgico, ma un confronto concreto tra eredità artigianale e visione scultorea contemporanea.

Le opere di Beránek sono pensate per un dialogo con lo spazio e la luce. La Sala dell’Acqua, affacciata sul canale Rio dei Vetrai, diventa parte integrante dell’installazione, valorizzando le proprietà ottiche del casting. I giochi di rifrazione e i gradienti cromatici che caratterizzano le opere non sono puramente decorativi, ma elementi attivi nel rapporto con l’osservatore.

Dal punto di vista curatoriale, l’esposizione si mantiene su un equilibrio tra rigore e apertura. Il percorso è essenziale ma ben articolato, consentendo una fruizione concentrata sull’opera. L’inserimento di un’area dedicata a eventi e conversazioni, nel cuore dello spazio espositivo, risponde a un’esigenza di apertura e scambio, coerente con l’intento di Barovier&Toso ARTE di promuovere il vetro come linguaggio culturale interdisciplinare.

Beránek è già presente in numerose collezioni museali e private, e la mostra offre anche una riflessione sul valore di mercato delle sue opere. Tuttavia, l’interesse principale rimane artistico: quello di mostrare come una tecnica antica possa ancora essere terreno fertile per sperimentazione e ricerca.

In conclusione, Stillness in Motion non si limita a presentare l’opera di un artista affermato, ma apre un discorso sul vetro come mezzo contemporaneo, capace di attraversare i confini tra arte, design e artigianato. La mostra è un esempio ben riuscito di come tradizione e innovazione possano convivere, offrendo un’esperienza visiva nitida e strutturata, senza eccessi retorici. Un’occasione di approfondimento per appassionati, collezionisti e addetti ai lavori interessati all’evoluzione di una delle pratiche più antiche e complesse della storia dell’arte.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Al MUSE(O) per apprendere con tutti i sensi: le proposte di IED Roma

Sono diversi anni ormai che l’Istituto Europeo di Design di Roma ha attivato un filone di ricerca specifico, nato nell’ambito del corso di Product Design, ma sviluppatosi poi nel più generico Master in Design for Children, in modo da integrare le attività di ricerca tradizionali con le nuove sfide educative che stanno investendo istituzioni come la scuola, i musei e il mondo della cultura in genere.

Andrea Chiampo ad Art Basel Miami 2025: MATER NATVRA e il confine tra fisico e digitale

L'edizione 2025 di Art Basel Miami Beach segna un punto di non ritorno per il mercato globale con il debutto di Zero 10. Curata da Eli Scheinman, questa nuova sezione non è solo uno spazio espositivo, ma una piattaforma critica dedicata all'arte dell'era digitale: un ponte necessario tra la solidità del mercato tradizionale e l'avanguardia tecnologica di AI, robotica e blockchain.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Questa non è una mostra, è un vero e proprio museo di arte contemporanea: la Sonnabend Collection a Mantova

Ceci n'est pas une exposition. Parafrasando le celebri parole di Magritte, raffigurate nel suo “Tradimento delle immagini” (1929), possiamo affermare che la Sonnabend Collection Mantova, inaugurata il 29 novembre scorso, effettivamente non è una mostra.

Formare la forma, riscrivere il ruolo della donna: perché Rachele Bianchi conta ancora oggi

“Sensibilità è partecipare al dolore degli altri”. Basterebbe solo questa frase per spiegare la poetica di Rachele Bianchi, artista multidisciplinare le cui opere, dalla forte carica emotiva ed empatica, parlano e hanno parlato a diverse generazioni.

Seguici su Instagram ogni giorno