Vox Marmoris, il festival che ogni anno celebra l’intersezione tra arte, musica e tecnologia, torna a Carrara per l’ottava edizione il 25 e 26 luglio 2025. Nato come festa tra amici, è oggi un evento internazionale che coinvolge pubblico e artisti da sei nazioni, trasformando la città, le cave, i laboratori e i luoghi di culto in un paesaggio esperienziale in continua mutazione. Il festival si svolge in parallelo al White Carrara, con cui condivide la volontà di attivare un dialogo tra materiali, linguaggi e forme. Carrara, con la sua storia millenaria, diventa per due giorni uno spazio in cui la materia del marmo incontra l’algoritmo, la scultura classica si rifrange nelle superfici glitch della contemporaneità, e la città si trasforma in museo a cielo aperto.
Il cuore pulsante dell’edizione 2025 si trova nel Deposito Marmi “Successori Adolfo Corsi”, a Colonnata, dove il 25 e 26 luglio prenderà forma l’installazione site-specific di Omar Carne, a cura di Olivia (O) e Bobbi (Roberto Pozzebon). Luce, suono e materia si intrecciano in una coreografia sensoriale che attiva la roccia viva come superficie di vibrazione e riflessione. L’installazione trasforma le cave in un teatro percettivo, sospeso tra natura e industria, memoria e visione artistica.
Dal 22 luglio, l’esperienza si estende in altri luoghi chiave della città. Al Laboratorio di Scultura “Cooperativa degli Scultori di Carrara”, il collettivo internazionale TUNDRA presenta ROW, un’installazione olografica e sonora, articolata in dieci display LED e superfici audio-reattive. L’opera entra in risonanza con le sculture di Aidan Salakhova, creando una narrazione visiva e sonora sul corpo, la memoria e la tensione tra forma e dissenso. Per garantire un’immersione acustica di qualità, lo spazio è dotato di un sistema Pioneer PRO AUDIO progettato per ambienti complessi.
Nella Galleria Civico 1, Quayola espone Hercules and Nessus #B_03, una scultura interamente generata da bracci robotici e algoritmi, che unisce la grammatica classica a un’estetica computazionale. L’opera interroga l’autorità dell’immagine, la permanenza della forma e la logica del codice come nuova possibilità formale.
La Piazza Alberica si fa palcoscenico di Laser Drawing, performance di Alberto Novello aka JesterN, dove onde sonore e curve di Lissajous generano geometrie visive in tempo reale. L’esperienza è fruibile in cuffia attraverso il format Silent Disco, coinvolgendo lo spettatore in una passeggiata audiovisiva che collega fisicamente Galleria Civico 1 e la piazza.
Alla Chiesa delle Lacrime, l’opera collettiva In Absentia, a cura di Hidden Sounds e Francesco Fabris, con la partecipazione dell’attore Matteo Ciucci, costruisce un racconto sonoro diviso in due momenti: prima le registrazioni delle attività estrattive apuane, poi i suoni glaciali raccolti da Fabris. L’interazione tra questi due paesaggi sonori genera un ambiente in cui si intrecciano urgenza ecologica, materia e trasformazione, evocando lo spirito del libro Il tempo e l’acqua di Andri Snær Magnason.
Il 26 luglio, negli spazi di Palazzo Binelli, si svolgeranno talk e incontri aperti al pubblico. Damir Ivic modera una riflessione su nuove pratiche performative e immersive. Digital Shift, con Matteo Zarcone, AlphaTheta e Tribe XR, propone un confronto sul DJing in realtà virtuale e la ridefinizione dei linguaggi del clubbing. Tradurre la luce, con JesterN, affronta invece il rapporto tra suono, immagine e vibrazione, tra fisica dell’onda e sinestesia performativa.
Vox Marmoris si conferma così come una piattaforma dove passato e presente si contaminano nella materia, nella luce e nel suono. Un festival che rifiuta la spettacolarizzazione superficiale e sceglie invece la complessità, la riflessione e la trasformazione come suoi veri materiali.


