XIV Florence Biennale: Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera a David LaChapelle

Si è tenuta ieri pomeriggio, martedì 17 ottobre, la cerimonia di conferimento del premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera al celebre fotografo statunitense David LaChapelle, presentato da Daphne Guinness, musa e amica dell’artista, in occasione della quattordicesima edizione della Florence Biennale. Mostra internazionale di arte contemporanea e design presso la Fortezza da Basso di Firenze.

Icona della cultura pop e punto di riferimento per intere generazioni di fotografi – come già nel 1991 recitavano le pagine del New York Times – LaChapelle ha sviluppato negli anni uno stile immediatamente riconoscibile, caratterizzato dall’assoluta padronanza del colore e da un apparato compositivo studiato al millimetro, che gli consentono tutt’oggi di creare capolavori unici – da tableau a ritratti e nature morte – e costituiscono una sfida continua ai canoni della fotografia tradizionale.

Nato nel Connecticut nel 1963 e formatosi, inizialmente come pittore, presso la North Carolina School of The Arts, a soli diciassette anni ottenne di esporre le proprie opere nella personale a lui dedicata presso la Gallery 303 e, poco dopo, fu notato dallo stesso Andy Warhol, che lo assunse per lavorare a Interview Magazine. Il successo crescente ha portato LaChapelle a diventare negli anni uno dei fotografi più pubblicati al mondo e a ritrarre alcuni fra i più noti personaggi dell’attualità, inseriti in scenografie complesse e surreali, dove l’artista fonde spiritualità e mondanità, arte classica e provocazione.

Erede del Rinascimento nella terra del Rinascimento – come lo ha definito Daphne Guinness – in qualità di Ospite d’Onore e in uno spazio a lui dedicato della Biennale, LaChapelle esporrà fino al termine della Mostra una selezione di fotografie realizzate tra 2009 e 2023. A queste si aggiunge, in anteprima mondiale, la serie inedita dal titolo Stations of the Cross, che ha visto ritratto nelle vesti di Cristo il cantante italiano Tedua, per cui LaChapelle ha curato la copertina dell’album La Divina Commedia. Nella serie, l’artista ha tradotto secondo il proprio stile e linguaggio inconfondibili il cammino di Cristo verso il Calvario in quindici scene, dando vita a un’interpretazione contemporanea del racconto biblico dalla quale traspare, tuttavia, una sacralità genuina e profondamente sentita.

Dopo la premiazione, l’artista si è detto grato nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono di volta in volta alla realizzazione e alla promozione delle sue opere, sottolineando che «as artists, we don’t work in a bubble». In un mondo che sembra farsi sempre più oscuro, ha proseguito il fotografo, l’arte riveste un ruolo essenziale: gli artisti – in particolare se nati nella parte “fortunata” del mondo – non dovrebbero portare altra oscurità, ma luce, ricercando la bellezza. LaChapelle ha concluso applaudendo la scelta tematica dell’edizione 2023 della Florence Biennale, con cui gli organizzatori hanno voluto esaltare la capacità empatica dell’essere umano, poiché «where there are love and art, there is also the Sublyme».

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