Yen in ribasso: alla seconda edizione del Tokyo Gendai arriva un afflusso maggiore di pubblico internazionale

Per i visitatori alla loro prima esperienza nell’ambito artistico di Tokyo, l’atmosfera risulta molto meno caotica e confusa di quel che si potrebbe immaginare. Anzi, coloro che hanno partecipato al recente Basel potrebbero constatare una qualità del tutto inaspettata: l’ordine giapponese e la pacatezza del luogo superano facilmente la celeberrima puntualità svizzera. Questo prescindendo dalle abitudini culturali e, se confrontiamo una fiera regionale come Tokyo Gendai con il portabandiera internazionale che è Basel, si rischia forse di esagerare.

Il 4 luglio, la seconda edizione del Tokyo Gendai ha fatto il suo ritorno al Pacifico convention center di Yokohama, una città portuale a circa un’ora di auto dal centro di Tokyo. La prima edizione della fiera nel 2023 ha ricevuto buone recensioni e veniva descritta come “promettente”. Come avviene per tutti i grandi eventi artistici, il primo anno viene visto come un banco di prova per suscitare curiosità mentre il secondo anno deve rispondere a domande più impegnative sulla qualità artistica e la sostenibilità commerciale. Quest’ultimo punto è di particolare rilevanza data la continua debolezza dello yen giapponese.

La domanda chiave è se la capacità di acquisto locale e le vendite all’estero reggeranno. Due giorni prima dell’apertura della fiera, i visitatori internazionali – in particolare quelli provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti – hanno iniziato ad arrivare a Tokyo, cercando di ambientarsi nella scena artistica locale prima che sopraggiungesse il jet lag.

Tuttavia, l’energia della fiera non è andata scemando, anzi. Il giorno dell’apertura della fiera, infatti, una lunga fila ordinata si è formata all’ingresso attorno alle 14.00. C’è stato un aumento notevole di visitatori internazionali quest’anno, arricchito da importanti progetti di gallerie occidentali di prim’ordine, come la Pace, che ha annunciato l’apertura a lungo attesa del suo spazio a Tokyo quest’estate.

La presenza più attiva di giovani collezionisti giapponesi ha contribuito a rinnovare il senso di ottimismo: “Penso sia più una questione di evoluzione che di rivoluzione”, ha detto Magnus Renfrew, co-fondatore di Tokyo Gendai, dal suo ufficio che affaccia sulla fiera.

Quest’anno la fiera ha presentato 69 gallerie provenienti da 18 paesi e regioni, quattro in meno rispetto all’anno precedente. Renfrew crede che questa sia la dimensione più gestibile e comoda per una fiera. Nonostante 32 gallerie della fiera inaugurale non siano tornate, la manifestazione è riuscita ad attirare 29 nuovi membri, mantenendo il numero totale di partecipanti relativamente stabile.

In conclusione, nonostante uno yen in ribasso, la seconda edizione del Tokyo Gendai ha saputo attrarre una folla di pubblico internazionale più numerosa, consolidando la sua presenza nel panorama delle fiere artistiche mondiali. La scena artistica di Tokyo, con la sua atmosfera calma e ordine impeccabile, si conferma una tappa imprescindibile per appassionati e addetti ai lavori.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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