Zhang Chaoying a Firenze: 40 anni di Himalaya in mostra alla Manifattura Tabacchi

Il 26 marzo 2026 Manifattura Tabacchi di Firenze ha inaugurato Luci d’alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola, mostra personale dedicata al fotografo Zhang Chaoying, emblema della fotografia paesaggistica e documentaria contemporanea in Asia.

Negli spazi dell’edificio B12 sono raccolte ben 60 opere che documentano quattro decenni di emozioni, paesaggi e storie tra uomo e montagna. Infatti, da oltre quarant’anni, Zhang Chaoyin porta avanti una ricerca sistematica sull’area himalayana, dando forma a un atlante visivo e culturale del cosiddetto “Terzo Polo” del pianeta, dove la fotografia diventa il principale mezzo di conoscenza, documentazione ed espressione.

Il percorso espositivo si sviluppa come un dialogo tra uomo e paesaggio, tempo e memoria, luce e materia, offrendo al pubblico una riflessione sul tempo profondo e sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota.

Accanto al nucleo principale dedicato a Zhang Chaoyin, si affiancano alcune opere della figlia Zhang Yuxiao che introducono uno sguardo generazionale complementare e ampliano la riflessione tra esperienza e contemporaneità. Padre e figlia, entrambi attivi presso il Chinese National Geography, condividono un percorso professionale e umano che si riflette nelle rispettive ricerche. Il confronto tra le due pratiche restituisce la complessità del paesaggio himalayano come spazio fisico e simbolico. 

Ragazza in abito tradizionale, Contea di Purang, Ngari, Tibet, 1994. PH. Zhang Chaoyin

Una sezione della mostra è dedicata alla serie Primavera, Estate, Autunno, Inverno, opere stampate su seta cinese che evocano il ciclo naturale come metafora della continuità della vita, creando un ponte tra tradizione orientale e cultura visiva occidentale.

Per approfondire l’iter artistico di Zhang Chaoyin, è presente un video in cui l’artista stesso illustra il processo di realizzazione della stampa analogica al platino-palladio, ripercorrendo alcune fasi della sua ricerca nell’area himalayana e offrendo al pubblico uno sguardo diretto sul metodo e sull’esperienza che ne hanno guidato la genesi.

Fulcro della ricerca di Zhang Chaoyin è il monumentale volume Himalaya, pubblicato dal Chinese National Geography, la cui edizione originale è presentata in mostra come parte integrante del percorso espositivo. Si tratta di un’opera enciclopedica pesante più di dieci chilogrammi che raccoglie oltre 3.000 immagini e 85.000 parole di approfondimento scientifico, andando a rappresentare un progetto editoriale di carattere geo-umanistico senza precedenti. 

Visitabile fino al 15 maggio, la mostra è stata realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi e in collaborazione con Aria Art Gallery, coordinata da Massimo Listri e curata da Guoyin Jiang, con l’obiettivo di stabilire un ideale asse culturale tra le Alpi e l’Himalaya, tra Europa e Asia, proponendo un’esperienza suggestiva che intreccia rigore documentario e sensibilità poetica.

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Syria Braggiotti
Syria Braggiotti
Ho 22 anni e mi sono laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese nell'arte e nello spettacolo. Amo l'arte e passo la maggior parte del mio tempo libero a visitare mostre e a documentarmi su artisti e opere. Da "grande" mi piacerebbe fare la curatrice; una prima esperienza in questo ambito l'ho fatta nel novembre 2022, curando una mia prima personale esposizione intitolata Le temps revient.

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