Venezia, all’oratorio dei Crociferi Tincuța Marin dialoga con Palma il Giovane

Celebre per l’eccezionale ciclo di dipinti di Palma il Giovane, l’Oratorio dei Crociferi è parte integrante di un edificio medievale nel sestiere di Cannaregio, l’Ospizio Renier Zen, fondato nel XII secolo dall’ordine religioso dei Crociferi e adibito ad ospedale e luogo di riposo per pellegrini e crociati. La cappella, che si trova di fronte alla chiesa dei Gesuiti, segna con la sua peculiarità un momento distintivo e innovativo del Rinascimento veneziano. Creato tra il 1583 e il 1592, il ciclo pittorico di Palma il Giovane custodito al suo interno è noto per essere uno dei pochi nell’arte veneziana del XVI secolo completato da un singolo artista, offrendo una visione artistica rara, coesa e unitaria, paragonabile solo al lavoro di Tintoretto nella Scuola di San Rocco.

Dalla profonda qualità narrativa, il ciclo è composto da otto tele divise in tre categorie tematiche: la storia dei Crociferi e del loro ospedale, la funzione dell’Oratorio come cappella di un ospizio e il carattere liturgico tipico delle cappelle dell’epoca. La vivida narrazione e l’uso innovativo di motivi architettonici per creare un senso di continuità e connessione tra le singole tele, segnano un approccio carico di significati simbolici alle opere, caratterizzate da una rappresentazione unica e innovativa dei personaggi, con colori vivaci e uno stile che fonde il manierismo con un realismo simile al ritratto, contribuendo con una dimensione distintiva e non rivelata alla scena artistica rinascimentale veneziana.

In questo ambiente dove la storia incontra la contemplazione spirituale e l’arte guarda l’arte, inserita nel contesto degli eventi collaterali della 60° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, prende posto Where the Sun Sleeps, installazione evocativa dell’artista rumena Tincuța Marin che, emergendo con vigore da una stratificazione di trame storiche e stilistiche, si appropria dei codici pittorici della ritrattistica egizia di faraoni e divinità, per poi riconfigurarli in nature morte di impianto modernista.

L’artista Tincuţa Marin (classe 1995, Galați, vive e lavora a Cluj-Napoca / Romania) si destreggia abilmente tra scultura, ceramica, letteratura e teatro ma sceglie la pittura come mezzo espressivo privilegiato creando scenari onirici con atmosfere a volte impenetrabili. Non solo dipinge i suoi sogni, ma vive in essi. I mondi che crea sono fantastici ma credibili. “C’è una sequenza nelle sue narrazioni, un particolare tipo di logica simile a quella che il subconscio evolve per sfuggire alla realtà e affrontare le preoccupazioni, persino per creare una zona cuscinetto tra sé e il mondo esterno”. Creando il suo particolare stile espressivo e facendo sì che le forme brutaliste mettano in scena le sue storie, Marin può reinterpretare la realtà della vita trasponendola in un altro mondo, pieno di magia e “bello in un modo diverso”, privo di inutili formalismi estetici, essenziale e primitivo.

Tincuţa Marin.

Nell’installazione Where the Sun Sleeps, la parte centrale dell’Oratorio dei Crociferi è racchiusa da quattro tele di grandi dimensioni che formano un quadrilatero sostenuto da quattro figure in bronzo: “Marin crea così uno spazio inviolabile all’interno di uno spazio già di per sé sacro”, scrive la curatrice Adina Drinceanu. “La postura ieratica e gli arti allungati delle sculture rimandano alla tradizione mistica delle divinità protettrici erette a salvaguardia degli antichi santuari e oggetto di una timorosa riverenza, come le cariatidi, silenziose guardiane del tempo. I dipinti nascono da un’articolata stratificazione di forme e figure ritratte di profilo, alcune distinte, altre sfuocate o sovrapposte, che creano un senso di molteplici profondità”.

Inserita nel contesto degli eventi collaterali per la 60° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, prodotta da Triade Foundation, Jecza Gallery e Stephenson art in collaborazione con Ellen de Bruijne Projects, Where the Sun Sleeps di Tincuţa Marin sarà visitabile presso l’Oratorio dei Crociferi dal 22 aprile al 12 maggio – apertura al pubblico 10:00 – 18:00 – in Campo dei Gesuiti, 4904, 30121, Venezia.

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Matteo Pacini
Matteo Pacini
Curatore indipendente e critico d’arte, collabora con istituzioni ed enti pubblici e privati. Laureato in Conservazione dei Beni culturali all’Università di Perugia e specializzato in Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Archeologico Industriale presso l’Università di Padova, suddivide il suo interesse tra la fotografia, lo studio del territorio e le varie implicazioni tra architettura, urbanistica e arte contemporanea. Nel 2011 crea PACMAT_ART_IN PROGRESS, attività autonoma di progettazione e curatela di mostre e progetti culturali grazie a un bando della Comunità europea per lo sviluppo di idee imprenditoriali. Cura mostre in Italia e all’estero e alterna la pubblicazione di cataloghi d’arte con case editrici come Allemandi Editore, Skira, Selective Art Edizioni, a volumi sulla catalogazione e la riqualificazione urbanistica del patrimonio storico e culturale della città (Giunti, Crace, il Formichiere). Vive e lavora fra l’Umbria e Milano

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