La Jewellery Art di Maria Echeverri : quando il fashion incontra l’arte

Maria Echeverri è una  giovane jewellery artist dell’Honduras, con un background di esperienze internazionali tra New York, Italia, Argentina, Colombia e UK.

Dopo una mention come “Top Contemporary artist” da inserire nella GOLD LIST della rivista Art Market Magazine e un secondo premio nella categoria Jewellery Art alla XI Biennale di Firenze, in questo articolo ci racconta i suoi primi passi nella “Wearable Art” (come la definisce Maria stessa), ovvero l’arte che combina fashion, design e oreficeria.

 

 

Si sa, il gioiello è da sempre una terra di mezzo tra arte, artigianato, moda e design: può essere infatti investimento o amuleto, bene durevole o accessorio moda, scultura o ornamento, pezzo unico o seriale, e così via.  Secondo Maria però la natura multidisciplinare del gioiello non costituisce una contraddizione poichè il fashion e l’arte sono settori complementari.

   Art usually is an exhibition for a space like museum, galleries and fashion a piece of art for the body. But both came for an idea, a concept, a process that in the end is for show to the world , an exhibition (in a place or for the body).

Nonostante ciò, Maria si ritiene più artista che designer. Le sue opere sono infatti “gioielli d’arte” e non “bijoux” o “accessori di moda” e questo perché le sue creazioni sono viste come frutto di una ricerca sul materiale e come espressione di una sperimentazione autonoma.

   I use differents materials, gemstones and convert one piece that will be a wearable of art.

[vc_gallery el_id=”gallery-187702″ type=”carousel” medias=”64007,64008″ carousel_lg=”2″ carousel_md=”2″ carousel_sm=”1″ gutter_size=”3″ carousel_v_align=”middle” carousel_interval=”3000″ carousel_navspeed=”400″ carousel_loop=”yes” carousel_nav=”yes” carousel_nav_mobile=”yes” carousel_dots=”yes” carousel_dots_mobile=”yes” stage_padding=”0″ single_overlay_opacity=”50″ single_padding=”2″]

Nella Jewellery Art il rapporto tra autoproduzione e logiche commerciali è più complicato rispetto ad altre forme d’arte. Se da una parte i giovani artisti cercano di conservare una propria autorialità, dall’altra sono costretti a fare i conti con componenti più commerciali, legate alla Fashion Industry. Sempre di più infatti il mercato dell’arte sta assimilando figure professionali del settore moda, in virtù della loro capacità di gestire settori come il marketing digitale e le vendite. Basti pensare a Sotheby’s che ha da poco annunciato l’assunzione di John Auerbach, ex capo globale della strategia digitale e dell’e-commerce per Kate Spade, nella nuova divisione d’arte e oggetti, incentrata verso il mercato medio. 

Questo deriva dal fatto che Fashion e Arte si incontrano spesso in situazioni quali fiere e aste, ma anche più semplicemente su i red carpet hollywoodiani. In questo caso il Fashion che incontra l’Arte non è visto come aberrazione di un sistema capitalistico che può piegare i valori dell’arte alle logiche di mercato ma come un’opportunità per acquisire utili strumenti di marketing e comunicazione, atti a promuovere la produzione artistica di giovani talenti.  

In America i giovani artisti come Maria utilizzano i Pop up shops come mezzo principale per pubblicizzare i propri lavori. Ma non solo: la moda insegna come sia sempre più importante coinvolgere il pubblico social e fondamentale è intercettare le star di cui il web pullula e lavorare su targeting e contenuti.  

Per quanto riguarda le vendite, la storia è simile: Maria infatti vende le sue creazioni nei Pop up shops ma anche direttamente ai clienti,  solitamente attraverso messaggi privati sui social media (soprattutto Instagram e Facebook) o per email.

Per Maria Echeverri il prossimo passo sarà aprire uno studio personale dove vendere le sue creazioni, proporre collaborazioni con riviste, presentare le sue opere durante shooting e sfilate. Parallelamente Maria vorrebbe continuare ad esporre in musei di moda e costume, in gallerie e in occasione di eventi internazionali: la sua ultima collezione, Marks of Life sarà esposta infatti alla Beijing Biennale (Novembre 2017) e durante la Milano Fashion Week (Febbraio 2018).

[vc_gallery el_id=”gallery-210966″ type=”carousel” medias=”64006,64002″ carousel_lg=”2″ carousel_md=”2″ carousel_sm=”1″ gutter_size=”3″ carousel_v_align=”middle” carousel_interval=”3000″ carousel_navspeed=”400″ carousel_nav_mobile=”yes” carousel_dots_mobile=”yes” stage_padding=”0″ single_overlay_opacity=”50″ single_padding=”2″]

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Giulia Mangoni dipinge ciò che resta vivo nei territori dimenticati: la mostra al MAC di Lissone

Inaugurata sabato 23 maggio al MAC – Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, resterà aperta fino al 27 settembre, accogliendo i visitatori in una dimensione paradossalmente arcaica e contemporanea. Curata da Stefano Raimondi, direttore artistico del museo, l'esposizione è la prima mostra monografica museale dedicata all'artista. 

Arnaldo Pomodoro, una vita in mostra a Milano: oltre la Sfera, sessant’anni di scultura

Ci sono artisti che si identificano nel tempo con immagini molto precise. Nel caso di Arnaldo Pomodoro quell’immagine è quasi inevitabilmente una sfera lucida e dorata, monumentale, incisa da squarci che ne rivelano l’interno meccanico. Dietro a essa, però, si celano molteplici linguaggi.
Valentina Piuma
Valentina Piuma
Arte e Scrittura sono le passioni di Valentina, che ha saputo trasformare in una professione. Dopo aver studiato Management per i Beni Culturali si è specializzata nella Comunicazione digitale: oggi è Copywriter e Digital Strategist Culturale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui