Perugino protagonista di un film evento con Marco Bocci

A 500 anni dalla morte del Perugino un documentario di Nexo Digital ne celebra l’arte con un film evento e la voce di Marco Bocci.

“La pittura è aria e danza”, afferma Cesare Brandi, grande storico e critico d’arte italiana. Di qualunque periodo si stia parlando, l’enunciato è perfettamente riuscito, ancor più se veste i panni di un pittore che finalmente oggi riprende, di diritto, il posto che gli spetta. Quello dei grandi maestri, di chi ha saputo fare della propria arte una fortuna, di un influencer ante litteram che ha dettato il gusto pittorico di intere generazioni. Stiamo parlando di Pietro Vannucci, noto come il Perugino, celebrato in questo nostro 2023, a 500 anni dalla morte, non solo attraverso una serie di iniziative e mostre, la più importante alla Galleria Nazionale dell’Umbria, ma anche dal grande schermo.

UN FILM EVENTO SU PERUGINO

Il docu-film evento “Perugino. Rinascimento immortale”, diretto da Giovanni Piscaglia, racconta, attraverso le parole affidate all’attore Marco Bocci e a storici e studiosi del settore, la formazione, la carriera, i luoghi, gli affetti, la fortuna e la sfortuna della vita dell’artista umbro.

Vivere negli anni di un Rinascimento culturale così ricco, tra Umbria e Toscana, non doveva esser facile. E nemmeno essere coetaneo di artisti come Botticelli, Leonardo o Raffaello, che con la loro grandezza rischiavano di oscurare chiunque. Eppure Perugino, oltre alla sua mirabile arte, alla grazia delle bellissime Madonne, ai paesaggi morbidi, vicini allo sfumato leonardesco, alla linea del disegno, alle ricerche innovative sulla prospettiva, aveva qualcosa in più, a renderlo grande.

Fiuto per gli affari, capacità comunicative, senso di imprenditorialità, in fondo gli ingredienti necessari oggi per affermarsi in società.

Perugino protagonista di un film evento con Marco Bocci
Perugino, Annunciazione Ranieri,1495–1500 circa, tempera su tavola, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (deposito temporaneo da collezione privata)

PERUGINO TRA COSMOPOLITISMO E IMPRENDITORIA

Il film, con semplicità e immagini straordinarie, ripercorre le tappe artistiche principali del nostro, dalle raffinate e modernissime “Tavolette di San Bernardino”, passando attraverso “L’Adorazione dei Magi”, mostrando gli affreschi della Cappella Sistina, per giungere al capolavoro da lui affrescato al Collegio del Cambio di Perugia e alle varie committenze umbre e nazionali.

Perugino è un artista cosmopolita, che ha avuto molteplici committenze e ha compreso l’importanza del sistema imprenditoriale della bottega. Ne aveva infatti due importanti in centro Italia. E’qui che in serie si replicavano figure con cartoni, ovvero disegni preparatori trasferiti sulle superfici da dipingere.

Se la riconoscibilità è stata la sua forza, essa ha anche rappresentato la sua debolezza, mai perdonata a Perugino, in primis dalpittore e storico dell’Arte, Giorgio Vasari, che ha avuto per lui parole dure e ingiuste.

Allora dovremmo chiederci, come sarebbe stata oggi, nell’epoca della riproducibilità e di una società fluida, l’iconografia proposta dal Perugino?

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Chiara Materazzo
Chiara Materazzo
Storica dell’arte, si laurea con lode in Beni culturali all’Università di Perugia con una tesi sull’arte performativa. Segue la specializzazione post laurea in beni storico-artistici dell’Università di Siena. Attualmente Docente di ruolo di Lettere, amante dell’arte contemporanea e della scrittura, di cinema, fotografia e teatro, ha lavorato come curatrice di mostre ed eventi, didattica e allestimento museale.

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