La storica mostra del MoMA sul design italiano

Italy: The new Domestic Landscape è il manifesto politico di una nuova generazione di progettisti.

È Italy: the New Domestic Landscape l’ormai storica mostra che ha fatto conoscere il design italiano al mondo, in scena al MoMA di New York dal 26 maggio all’11 settembre 1972

Le idee e le visioni di una nuova generazione di progettisti sono state le protagoniste degli spazi newyorkesi, con nomi come Mario Bellini, Joe Colombo, Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Gaetano Pesce, Alberto Rosselli, Marco Zanuso e Richard Sapper, Archizoom, Superstudio, Ugo La Pietra, Gruppo Strum e 9999.

Preliminary Project for Microenvironment, 1971, Ettore Sottsass, MoMA, New York, courtesy of Ettore Sottsass

Il design italiano, agli occhi del pubblico americano, era spesso riducibile all’esperienza del Bauhaus: forme essenziali, razionali e senza fronzoli. Ma la mostra tanto attesa, curata da Emilio Ambasz, si sarebbe rivelata molto diversa dalle aspettative, ponendo l’accento sul particolare contesto sociale e politico italiano e sul ruolo che il design vi stava assumendo.

Installation view Italy: The New Domestic Landscape, 1972 al Museum of Modern Art, New York (MoMA). Leonardo LeGrand, courtesy of MoMA

La mostra ha visto una particolare attenzione alla classificazione degli Oggetti, divisi in riformisti, conformisti o di contestazione, e degli Ambienti, divisi tra design as postulation, design as commentary e counterdesign as postulation.

Realizzati dai designer insieme ad aziende che allora si stavano espandendo – Artemide, Kartell, Cassina – gli oltre 150 oggetti, tavoli, sedie e strumenti per la casa erano esposti nei giardini del MoMA in particolari teche indipendenti in cui, dietro ogni oggetto, una fotografia di dettaglio dello stesso faceva da sfondo. 

Installation view sezione dedicata agli oggetti nei giardini del MoMA. Italy: The New Domestic Landscape, 1972 al Museum of Modern Art, New York (MoMA). Leonardo LeGrand, courtesy of MoMA

La sezione degli Ambienti metteva in mostra i nuovi modi di vivere l’habitat domestico occidentale, secondo diversi punti di vista: quello radicale che criticava il capitalismo e il consumo di massa e quello visionario, per un design che tendesse al progresso, all’utilizzo di materiali moderni e che costituisse un nuovo mondo. 

Archizoom, Gray Room, environment, 1972. Ph: Cristiano Toraldo di Francia, courtesy of Emilio Ambasz. Environments and Counter Environments. “Italy: The New Domestic Landscape,” MoMA 1972. Graham Foundation for Advanced Studies in Fine Artsa © grahamfoundation.org

In tutte le sezioni, però, era chiaro l’intento della nuova generazione di designer che di lì a poco sarebbe arrivata ai vertici: restituire al pubblico una nuova visione di un oggetto o di un ambiente, che fosse in connessione con il modo di vivere personale e collettivo. 

Installation view, Mario Bellini, Kar-a-sutra, “Italy: The New Domestic Landscape,” MoMA 1972, Leonardo LeGrand, courtesy of MoMA

Ogni opera in mostra non volevs mostrare la sua autonomia, ma il fatto che facesse parte di un ampio contesto sociale

Cover Photo Credits: Installation view sezione dedicata agli oggetti nei giardini del MoMA. Italy: The New Domestic Landscape, 1972 al Museum of Modern Art, New York (MoMA). Leonardo LeGrand, courtesy of MoMA

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Maria Carla Forina
Maria Carla Forina
Scrivere per comunicare l’arte contemporanea è il suo principale interesse. A Milano, si laurea in Pittura e Arti Visive e, successivamente, prosegue i suoi studi in Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti a Milano

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