“City Poetry”: trasformare le insegne di Hong Kong in poesia

Attraverso gli scatti di Romain Jacquet-Lagrèze, la selva di insegne che animano la metropoli assume una nuova vita.

Immaginate di visitare per la prima volta Hong Kong, le sue strade gremite di persone e sovrastate da decine di caratteri cantonesi, uno dei linguaggi più antichi ancora in uso, di ogni dimensione, forma e colore. Un’esperienza straniante e totalmente inedita per un francese abituato ai boulevard parigini. 

È esattamente ciò che ha vissuto in prima persona Romain Jacquet-Lagrèze, fotografo classe 1987 stabilitosi nella metropoli del sud-est asiatico già da diversi anni.

Come approcciarsi a una cultura e una lingua totalmente diverse? Jacquet-Lagrèze l’ha fatto attraverso il suo obbiettivo, iniziando a fotografare le insegne sparse per le strade di Hong Kong per documentarne, inizialmente, la varietà visiva, che spazia dai moderni e policromi neon alle incisioni arrugginite in metallo.  

Tuttavia, il progetto ha presto assunto un’ulteriore profondità. L’artista ha colto una sorta di dialogo fra i vari caratteri, che gradualmente perdono il proprio scopo informativo per divenire «poesia del tempo», testimonianza del trascorrere degli anni e dell’evolvere della società.

Da qui l’idea alla base di City Poetry, un progetto fotografico in corso dal 2019 in cui Jacquet-Lagrèze combina diversi scatti di caratteri cantonesi in modo che compongano brevi poesie e aforismi. 

Le opere così ottenute sono originali e apprezzabili a più livelli, dall’impatto esclusivamente estetico alla valenza lirica. Per esempio, quattro caratteri fotografati in quattro punti diversi di Hong Kong possono comporre la formula “Return to purity”, o “Accomplished dream”, o ancora “Boundless happiness” – letteralmente, “Fortuna ampia quanto il mare orientale”. Ogni opera è, quindi, anche un esercizio linguistico dell’artista che, supportato dalla moglie cantonese madrelingua, ha modo di apprendere in modo graduale e creativo una nuova lingua e assimilare una cultura diversa.

Cover Photo Credits: Courtesy Jacquet-Lagrèze e Blue Lotus Gallery

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