In Giappone le isole Naoshima e Teshima sono musei a cielo aperto

Situate nel mare di Seto, Naoshima e Teshima sono due isole giapponesi che, da villaggi di pescatori, sono state trasformate in luoghi interamente dedicati all’arte contemporanea. Il motivo? Dar nuova vita alle isole attraverso l’arte e l’architettura.

L’isola di Naoshima è considerata una vera e propria art island, divenuta una meta ambita da un turismo d’elite e di appassionati di arte contemporanea. Il progetto di riqualificazione dell’isola è stato fortemente voluto da Tetsuhiko Fukutake, il presidente della Fukutake Publishing e da Chikatsugu Miyake, prefetto di Naoshima, i quali desideravano fare di quest’isola un luogo dedito all’arte e all’educazione. Innanzi tutto, Naoshima ospita ben tre musei progettati dall’architetto di fama mondiale Tadao Ando. Il Benesse House Museum, progettato nel 1992, ha come obiettivo l’unità tra natura, arte e architettura. Costruito su un’altura da cui si può godere di una vista mozzafiato, il museo è costituito da grandi aperture alle pareti al fine di far comunicare ambiente interno ed esterno. Inoltre, al suo interno custodisce una collezione costituita da fotografie, sculture e dipinti, ma anche opere site-specific. Infine, il parco esterno ospita varie opere tra cui quelle colorate e giocose dell’artista francese Niki de Saint Phalle.

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Teshima Art Museum. Via viaggidellelefante.it

Il secondo museo è il Chichu Art Museum, progettato nel 2004. Fu costruito prevalentemente sottoterra in modo da non alterare la bellezza dell’isola. Anche questa volta la natura è la protagonista principale dell’architettura di Ando che, attraverso grandi aperture geometriche nel terreno fa entrare dall’alto la luce naturale. In questo gioiello mimetizzato nell’isola si trovano opere prevalentemente europee di Monet, James Turrell e Walter De Maria. Infine ricordiamo il Lee Ufan Musuem: si tratta di una struttura semi-sotterranea situata in una valle circondata da un lato dalle colline e dall’altro dall’oceano, che ospita le opere dell’artista coreano Ufan dagli anni ’70 ad oggi. Oltre a questi tre capolavori dell’architettura contemporanea a Naoshima si può ammirare una delle opere più fotografate dagli instagrammers, la Yellow Pumpkin di Yayoi Kusama (1994), situata in un porticciolo dell’isola. Degno di nota è anche il The Art House Project, un progetto artistico iniziato nel 1998 che vede sette case dell’antico villaggio trasformate dagli artisti in edifici decorati con installazioni di arte contemporanea. Infine, nel sito di Tom Na H-iu, un luogo di trasmigrazione spirituale in cui si dice che le anime riposino prima di procedere alla successiva migrazione, i turisti possono visitare la suggestiva opera di Mariko Mori. Mori ha creato una scultura luminosa in vetro, simile ad una roccia verticale, nel mezzo di uno stagno circondato da un boschetto di bambù. L’opera è collegato con l’Osservatorio di Kamioka a Hida e si illumina quando muore una stella a simboleggiare il ciclo di vita e morte.

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Naoshima, “Yellow Pumpkin” di Yayoi Kusama. Via modalitademode.com

A Teshima, invece, precisamente nell’area nord dell’isola Karato, la maggiore attrattiva è costituita dal Teshima Art Museum, progettato dall’architetto Ryue Nishizawa in collaborazione con l’artista giapponese Rei Naito. Lo si può definire un museo “vuoto” nel senso che non ospita nessuna opera d’arte se non quella di Rei Naito dal titolo Matrix, un’installazione composta da minuscoli fori nel pavimento, dai quali sgorgano a intervalli irregolari gocce d’acqua piovana, che man mano si spargono sulla superficie. Un’opera silenziosa e allo stesso tempo suggestiva che simboleggia la casualità degli eventi. L’architettura del Teshima Art Museum costituisce un’opera d’arte di per sé: si tratta di un edificio in cemento bianco, un guscio profondo 4,5 m, scavato nel terreno con due enormi aperture ovali sul soffitto. L’ambiente è un open space dai colori chiari, con un’architettura minimal e senza decorazioni. Per entrare bisogna togliersi le scarpe e prendersi il tempo per ammirare l’unica vera opera che il mondo possiede: la natura. Attraverso le due grandi aperture, infatti, i visitatori possono godere della vista del cielo e dei suoi colori, degli uccelli e dei suoni che dall’esterno rimbombano all’interno della struttura. Un modo per riflettere sul fatto che consideriamo arte solo ciò che è materiale, spesso dimenticando che la più grande e maestosa opera d’arte che questo mondo ospita è la natura. Visitando l’isola, il turista scopre opere d’arte in ogni dove, per strada, nei parchi, negli hotel e perfino nei ristoranti. Ad esempio, il ristorante Shima Kitchen, progettato dall’architetto giapponese Ryo Abe, ospita l’opera di Pipilotti Rist Your first color solution in my head- solution in my stomach (2010), un’installazione video che proietta immagini di fiori, persone e scenari immaginari coloratissimi.

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Mappa di Naoshima

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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