Le nuove copertine di Harry Potter realizzate da Michele de Lucchi

La casa editrice Salani rinnova le copertine della Saga di Harry Potter e affida il compito a Michele de Lucchi e Andreas Rocha.

Harry Potter e La Pietra Filosofale. Photo Credits Salani Editore.

La casa editrice Salani ha deciso di rinnovare tutte le copertine dei libri di Harry Potter e grazie alla visione dell’architetto Michele de Lucchi e alla mano dell’artista Andreas Rocha, possiamo ammirare nuovi scenari, completamente svicolati dalle ambientazioni cinematografiche che ormai conosciamo.

L’architetto ha dato sfogo alla propria fantasia, miscelando elementi fantastici e magici, a quelli reali e “babbani”, infatti alcune ambientazioni prendono spunto da costruzioni esistenti realizzate da de Lucchi.

Ogni copertina si rifà ad un ambiente particolare e suggestivo tratto dal libro. Nella composizione il soggetto principale non sono i protagonisti del racconto, ma bensì l’atmosfera che il complesso architettonico genera.

Per “La pietra filosofale” l’architetto ha ridisegnato il mitico castello di Howgarts con le torri ispirate alle abbazie italiane del settentrione, molto pronunciate, quasi gotiche, che ci fanno immaginare lo stato d’animo di Harry quando le vede per la prima volta, sempre accompagnato dal Gigante buono.

Harry Potter e i Doni della Morte. Photo Credits Salani Editore

La copertina della “Camera dei segreti” stupisce tutti: de Lucchi sceglie di non rappresentare il “Basilisco” o qualsiasi riferimento alla camera, ma ci propone una rivisitazione di Casa Weasley, come un omaggio alle “Cataste” ovvero sculture concepite da de Lucchi.

Mentre, per “Il prigioniero di Azkaban” troviamo Sirius davanti all’immensa prigione circondata dai “dissennatori” e dal mare, che richiama l’Hotel Medea di Batumi.

Le forme del Padiglione Zero, creato in occasione dell’Expo 2015, hanno ispirato la conformazione del campo da Quiddich per “Il calice di fuoco”.

“L’ordine della fenice” riporta in primo piano il magico trio (Harry, Ron ed Hermione) davanti alla capanna di Hagrid, con una atmosfera di tensione per la battaglia imminente. La capanna questa volta è modellata secondo le forme dei “Pagliai”, un’altra serie di sculture firmate Michele de Lucchi.

La torre di astronomia del “Principe Mezzosangue”, che Piton si accinge a scalare, riprende molto la “Torre del vento” che lo studio AMDL CIRCLE ha esposto alla Triennale di Milano del 2016.

Ed infine, la copertina dei “Doni della morte” vede il Ponte della Pace di Tbilisi (capitale della Georgia), ospitare la grande battaglia con il Signore Oscuro.

Questa nuova veste stimola la fantasia e l’immaginazione, in perfetto accordo con lo stile letterario di J. K. Rowling.

Cover Photo Credits: fantasyalkilo.com

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Il ritorno dell’archeologia italiana in Siria: la missione di Tell Semhani guidata da Lorenzo D’Alfonso

Dopo quindici anni di stasi, a causa di una delle guerre civili più disastrose degli ultimi decenni, in Siria stanno progressivamente riprendendo le attività di scavo e ricerca archeologica. Il territorio rappresenta una delle culle della civiltà umana così come la conosciamo, con una storia millenaria e siti che rappresentano pietre miliari dell’archeologia mondiale.

Il vincitore del Premio Colline ad Arte si racconta: Shezad Dawood e la voce del paesaggio

Antifona, opera realizzata dall’artista Shezad Dawood (Londra, 1974), ha vinto la prima edizione del Premio “Colline ad Arte”, promosso dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi

White Entropy: Jacopo Di Cera porta a Malpensa l’immensità silenziosa delle montagne e il loro fragile equilibrio

Ed è proprio grazie al lavoro di Jacopo Di Cera che si spiega ai nostri occhi l’immensità di infinite distese di bianco. White Entropy è il titolo della mostra personale dell’artista, visitabile fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa.

Seguici su Instagram ogni giorno