Le Più Grandi Fotografe Italiane Insieme in Mostra a Roma

L’ALTRO SGUARDO. FOTOGRAFE ITALIANE 1965-2018 mette in mostra la versione femminile della fotografia e degli ultimi 50 anni di storia.

L’ALTRO SGUARDO. FOTOGRAFE ITALIANE 1965-2018 è la mostra ospitata al Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale a Roma che raccoglie la Collezione fotografica, tutta al femminile, della nota collezionista Donata Pizzi . L’altro sguardo non è un semplice riferimento solo allo sguardo dell’altra metà del cielo, quello delle donne ma un’allusione allo sguardo di chi, da soggetto osservato diventa osservatore.
La Mostra è allestita in quattro aree tematiche , ognuna delle quali permette alle fotografe più note d’Italia di dire la loro sulla funzione della fotografia, come documento e come medium artistico, e sulla storia degli ultimi 50 anni in Italia e all’estero. La voce delle donne, messa a tacere in gran parte dei periodi della storia dell’arte, è la protagonista di questa incredibile esposizione.

Anna Di Prospero, Central Park #2, 2015

“Dentro le storie” la fotografia come documento storico

La sezione pone l’accento sulla funzione documentativa della fotografia,servendosi di alcuni scatti che documentano scene divita culturale e delle tensioni sociali degli anni ‘60 in Italia e all’estero. Qui sono esposte le famose foto di Letizia Battaglia di denuncia degli omicidi di Mafia, tra cui il noto scatto “Triplice omicidio”, e le foto reportage “Pietras Negras” di Lina Pallotta, che documentano la situazione delle donne lavoratrici nella zona di confine tra Messico con gli Stati Uniti.

“Identità e relazione” la fotografia come narrazione

La seconda sezione “ si focalizza sul ruolo del medium fotografico come narratore di storie quotidiane, di storie familiari Tra gli scatti più interessanti presentila foto-logo della mostra “Central Park #2” autoritratto senza volto della giovane fotografa romana Anna Di Prospero.

“Vedere oltre” la fotografia come arte

La Sezione “ abbandona l’analisi della fotografia come documento storico, indagando le potenzialità del medium come espressione artistica della contemporaneità. E’ qui in mostra l’affascinante esperimento di Paola Di Bello con “L4 Lucciole” dove la pellicola è impressionata dalla luce emessa dalle lucciole, chiamate ad essere quindi co-autrici dell’immagine stessa.

“Cosa ne pensi tu del femminismo?” la fotografia come strumento sociale

L’area dedicata ai rapporti tra immagine fotografica e pensiero femminista si intitola infine“Cosa ne pensi tu del femminismo?” e invita lo spettatore ad una riflessione su mezzo secolo di femminismo e sulle tutte le discriminazioni non ancora rimosse. Merito della mostra, al di la del suo valore artistico e documentaristico, è infatti quello di riaccendere i riflettori sulla produzione femminile e sul complesso tema dei rapporti tra donna cultura e società oggi.

La mostra è quindi il racconto per immagini degli ultimi 50 anni di storia narrata dalla sensibilità artistica e narrativa femminile; una storia che vede la donna, non più musa ispiratrice e oggetto ritratto da secoli di storia dell’arte, ma soggetto narrante che racconta con un proprio linguaggio fotografico la sua versione dei fatti di cronaca e arte della società.
Mentre l’incisiva immagine in bianco e nero di Agnese De Donato ci ricorda che “Donne non si nasce, si diventa”.

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