Nina Klein e l’esplorazione dell’identità contemporanea con forme elementari

Nina Klein è un’artista multidisciplinare che vuole dare voce alle disuguaglianze sociali e artistiche esistenti tra uomini e donne

Nina Klein utilizza un’ampia selezione di strumenti per dare vita alle sue illustrazioni, sculture e dipinti astratti.

La sua ricerca artistica si basa sul dare voce alle disuguaglianze sia sociali che artistiche esistenti tra donne e uomini.

Il suo intento non è né di opporsi, né di resistere al sesso e all’arte maschile, ma sottolinearne l’uguaglianza con viene confrantata con quella più femminile.

Altro obiettivo dell’artista è di esplorare l’identità contemporanea, rendendo possibile attraverso forme elementari la cui ricostruzione è lasciata allo spettatore.

A completare le sue opere è la mente dello spettatore che, come un’estensione dell’artista, può dare la visione completa del puzzle. L’artista suggerisce le linee guida, mentre l’interpretazione dell’osservatore “unisce i puntini”.

La ricerca artistica di Nina Klein

Nella creazione delle sue linee, forme e strutture scultoree, Klein utilizza diversi materiali tra cui penna, matita, strumenti di disegno digitale, pittura a olio, gesso e filo metallico.

Klein utilizza non più di tre colori nelle sue opere. Nella maggior parte dei casi, le sue form curve includono palette di blu e neutri, dando allo spettatore l’introspezione necessaria per entrare nell’opera d’arte e interpretarla.

«Mi do dei parametri quando uso i colori perché altrimenti mi sento sopraffatta dalle opzioni» afferma Nina Klein in un’intervista a Art She Says, «Lavoro molto bene quando ho delle linee guida da seguire.

Inoltre, raramente uso più di tre colori. Si può ottenere un intero spettro di colori mescolandone due opposti e il bianco».

Le sue principali ispirazioni arrivano da artisti come Hilma af Klint, Matisse, Sherrie Levine, Loie Hollowell e Helen Frankenthaler

«Il semiologo francese Roland Barthes è una grande fonte di ispirazione per me, soprattutto per il suo saggio La morte dell’autore.» asserisce Nina Klein.

«La sua tesi secondo cui il significato di un’opera – di qualsiasi genere – non è determinato dal creatore ma dall’interpretazione degli spettatori è qualcosa che mi entusiasma».

La farfalla e la metafora della rinascita

In una delle sue ultime mostre, Passages alla Glass Rice Gallery di Los Angeles, il simbolo più comune all’interno dell’esposizione è stata la farfalla.

La Klein usa questa creatura considerandola metafora di rinascita, trasformazione spiriturale, simboli di bellezza e speranza.

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Giulia De Sanctis
Giulia De Sanctis
Laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte contemporanea collaborando con gallerie torinesi come supporto allestimento mostre e pubbliche relazioni. Ha supportato l’ufficio stampa IED Italia e il settore grafica della Fondazione Circolo dei Lettori di Torino. Collabora attivamente con riviste e testate web del settore artistico, eventi / tempo libero e attualità

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