Sparire, davanti all’Ultima Cena, è un gesto tutt’altro che neutro. Davanti a un’immagine che da secoli organizza lo sguardo occidentale, l’atto di mimetizzarsi non può essere letto come semplice virtuosismo visivo, né come esercizio spettacolare di camuffamento.
Ogni immagine nasce prima di diventare immagine. Nasce come urto minimo, come distrazione improvvisa, come particella di luce che colpisce la retina e poi si trasforma in memoria, pensiero, racconto. È forse in questo spazio minuscolo, tra il fenomeno fisico e l’esperienza interiore, che si colloca FOTONI, la prima personale dedicata alla ricerca fotografica di Ila Bêka, artista e regista friulano riconosciuto a livello internazionale per il lavoro filmico sviluppato insieme a Louise Lemoine.
A un primo sguardo sembrerebbe una delle tradizionali processioni che animano i piccoli centri del Mezzogiorno. Ma basta osservare meglio per capire che questa volta qualcosa è diverso. Domani sera, mercoledì 8 luglio, le vie di Bosco, nel comune...
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