Presentato in concorso al 78º Festival di Cannes, Die My Love segna il ritorno di Lynne Ramsay a un cinema radicalmente corporeo e interiore, capace di esplorare le zone più impervie dell’esperienza umana senza mai ricorrere a facili mediazioni.
La citazione introduce con lucidità la pratica di Fabio Mauri (1926-2009), da sempre rivolta a riconoscere e rendere visibili quelle “incognite X” che, pur muovendosi dentro un medesimo orizzonte storico,
We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.