Se c’è un cineasta capace di immaginare e realizzare un incontro ravvicinato con un’entità aliena, di creare connessioni, amicizie, di restituire l’incanto di una prossimità con l’altro, quello è Spielberg
dentro questa dimensione, sospesa tra realtà e racconto, che prende forma “Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore”, la mostra che dal 13 giugno celebra i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte, mettendo in dialogo due figure tra le più poetiche e radicalmente immaginative del Novecento: Marc Chagall e Maria Lai.
Nell’ambito della realtà museale romana già da sei anni la Galleria Borghese, nella persona di Stefania Vannini, referente per l’accessibilità, ha ideato la proposta Storie del Cardinale Scipione calendarizzando tra le sue iniziative didattiche un incontro al mese in cui vengono ‘portate in scena’ attraverso la collaborazione di professionisti sordi, opere di artisti illustri presenti in collezione, rappresentandole come ‘capolavori dal vivo’, secondo un itinerario di volta in volta co-progettato con la guida segnante Violante Nonno.
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