Alla Triennale Milano una grande mostra di Raymond Depardon

Credits: Andrea Rosseti  @andrea_rossetti_archive

Si tratta della più grande mostra mai realizzata dedicata all’artista che ha rinnovato profondamente il mondo dell’immagine contemporanea.

Fino al 10 aprile 2022, Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain presentano La vita moderna, esposizione personale del fotografo e cineasta francese Raymond Depardon.

Sotto la Direzione Generale di Hervé Chandès, La vita moderna è concepita con la complicità dell’artista Jean-Michel Alberola, nella cornice della scenografia firmata da Théa Alberola. Condividendo la stessa visione della creazione e l’intento di trasformare lo spazio espositivo in un luogo di interrogativi sulle grandi sfide del nostro tempo, le due istituzioni hanno scelto di dedicare oltre 1300 m2 di spazi espositivi all’opera di un fotografo-regista che percorre il pianeta, attraversa le città e le campagne, dà la parola ai loro abitanti e pone sul mondo uno sguardo umanista.

Alla ricerca costante della giusta distanza, Raymond Depardon va incontro ai suoi soggetti con discrezione e umiltà, costruendo con pazienza un rapporto con gli esseri o i luoghi, dando voce a coloro che non ne hanno, rivelando ogni paesaggio come il luogo di un’esperienza umana attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica o di una telecamera.

Presentandosi come “un passeggero del (suo) tempo”, sperimenta diversi modi di approcciare il mondo – prima la fotografia, poi la regia – ponendo l’immagine, fissa o 

animata, al servizio di una scrittura semplice, unica, spesso frontale. Che segua un uomo politico in campagna elettorale o un contadino nella sua quotidianità, che visiti un palazzo di giustizia o un ospedale psichiatrico, Raymond Depardon è in grado di mettersi in disparte per lasciare posto al soggetto, senza cercare l’istante decisivo e preferendo il reale al sensazionale.

L’esposizione La vita moderna mostra la ricchezza dell’opera di Raymond Depardon, la diversità dei suoi soggetti e la coerenza del suo percorso, attraverso otto serie fotografiche, due film e l’insieme dei libri che ha pubblicato. La mostra conduce il visitatore in una successione di interrogativi che attraversano tutta l’opera dell’artista: quali sono i soggetti che richiamano il colore e quelli per cui si impone il bianco e nero? Come evocare, in un’immagine, le trasformazioni di un paesaggio? Qual è il posto del fotografo e qual è la giusta distanza dal soggetto? Cos’è la modernità in fotografia quando si percorre una zona rurale o si attraversano le strade di una città post-industriale? 

Cover Photo Credits: Credits Andrea Rosseti  @andrea_rossetti_archive

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