Claudio Oliveri al Palazzo Ducale di Mantova

Si tratta della prima mostra istituzionale allestita dopo la morte dell’artista e comprende circa 30 opere tra dipinti e lavori su carta.

A Palazzo Ducale di Mantova sarà visitabile dall’8 ottobre fino al 21 novembre 2021 Infinito visibile, mostra dedicata alle opere di Claudio Olivieri.

A cura dell’Archivio Claudio Olivieri, si tratta della prima esposizione istituzionale allestita dopo la scomparsa dell’artista e comprende una trentina di opere, tra olii su tela e tecniche miste su carta, tutte di proprietà dell’archivio.

L’esposizione si articola attraverso tre sale, che seguono lo svolgersi del percorso creativo di Olivieri, cominciando dal “Senza Titolo” del 1967 fino a “Vaneggiare” del 2014. La distribuzione delle opere nello spazio non segue, però solamente l’ordine cronologico, ma procede anche per richiami e assonanze, in linea con il pensiero dell’artista, che riconosceva nel colore e nella luce gli elementi portanti del proprio percorso.

Claudio Olivieri, Infinito visibile, Mantova. Installation view – Ph Fabio Mantegna

Claudio Olivieri ha vissuto a Mantova, luogo natale della madre, fino al 1953, anno del suo definitivo trasferimento a Milano, dove per quasi vent’anni è stato titolare della cattedra di “Arti Visive e Pittura” presso la Nuova Accademia di Belle Arti. Dopo la prima mostra milanese, allestita nel 1960 al Salone Annunciata, l’artista è stato protagonista di numerose esposizioni che hanno fatto conoscere la sua opera a livello internazionale.

A Mantova è documentato l’intero percorso dell’artista, con dipinti selezionati realizzati dalla fine deglianni Sessanta sino agli anni Duemila e agli esiti più recenti della sua ricerca. La personale sarà accompagnata da un catalogo edito da Publi Paolini con testi istituzionali prefazione di Eleonora Olivieri, testi critici di Arianna Baldoni, Matteo Galbiati e Gianluca Ranzi e ricca antologia critica che raccoglierà alcune delle principali voci più che hanno scritto di Claudio Olivieri dagli anni Sessanta a oggi.

Cover Photo Credits: Claudio Olivieri – Ph Matteo Crosera

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