Crisa e Maria Lai al MUSMA di Matera

È stata inaugurata lo scorso 16 Marzo al museo della scultura contemporanea di Matera (Musma), una nuova installazione permanente dell’artista Sardo Francesco Carta, in arte Crisa. L’opera, dal nome Cartogramma, ben esplica nella sua interezza la gestualità viva e netta dell’artista che, famoso per i suoi murales, al Musma si è confrontato egregiamente con uno spazio chiuso e dialogante e con la grandezza di un’artista, anch’essa sarda, come Maria Lai.

Cerco spazi cosmici, cieli, spazi lontanissimi però tattili. Gli spazi che cerco non sono tanto in una superficie, quanto al di là di essa… mappe astrali rispondevano all’esigenza di un rapporto con l’infinito, di una dilazione e proiezione sulla lontananza… sono un invito al viaggio.”

Una delle più importanti e riconosciute artiste sarde, nota principalmente per le sue opere tessili, Maria Lai è stata definita come “una amanuense del cucito”, un “filo” conduttore che trova terreno fertile nell’antichissima cittadina lucana, dove intenso e vivido è il senso delle tradizioni e del folklore.

Particolare “Cartogramma”, Ph Luca Centola

Il museo della scultura contemporanea già conservava tre opere della Lai, ossia La Torre realizzata nel 1971 con aggiornamenti nel 2002, Sa domo de su dolo e Cuore mio create ambedue nel 2002, e l’interazione con il dipinto murale di Crisa ha creato un connubio di intenti e di ricerca artistica. I fili di Maria diventano linee nella Cartografia di Federico, che ci guidano tra piatti di recupero in ceramica raffiguranti valigie, occhi, porticine, piccoli panini e spighe: un viaggio che ogni giovane compie per allontanarsi dalla sua terra natìa per esplorare gli “spazi cosmici tattili”.

Analizzando l’opera osserviamo come tali suppellettili siano posti all’interno di spazi dipinti con del colore blu, inteso a sottolineare sia una continuità artistica con l’artista corregionale per cui tale colore esprimeva i “I vasti cieli e i lontanissimi spazi”, che il gran senso di libertà che la natura, fortemente presente nell’installazione, dona.

Particolare “Cartogramma”, Ph Luca Centola

Una ceramica rappresentante una pagnotta è stata collocata poi proprio dinanzi all’opera della Lai, Cuore mio, che diviene anche il punto iniziale delle opere esposte: Sa domo de su dolo e La Torre infatti aggiungono anche un percorso temporale all’idea concettuale. La sintonia tra le creazioni è dunque fortissima, palesando l’inizio e la fine di un percorso di interazione e di comunicazione. Il tutto, infatti, è stato inserito nello spazio con un forte criterio intellettuale, dove anche la connessione tra i materiali quali il legno, la terracotta, la ceramica recuperata profuma di antiche tradizioni ormai dimenticate. Di notevole importanza sono anche i veri e propri utilizzi di tali materiali, come ad esempio il telaio, il piatto, il tozzo, i pani e l’intensa gestualità nella rappresentazione del grano, tutto riconducibile alla forte connessione con gli antichi mestieri.

Maria Lai, La Torre, 1971 – 2002 – telaio, cm 271 x 183

Il Musma, ci racconta la curatrice Simona Spinella, durante il 2024 presenterà a rotazione opere già in collezione facendole dialogare con nuovi manufatti progettati appositamente per gli spazi del museo.

Il primo appuntamento si è tenuto, dunque, proprio il 16 Marzo e noi restiamo in trepida attesa di scoprire i nuovi e interessantissimi “dialoghi” contemporanei.

Dott.ssa Maria De Lorenzo
Perito ed Esperto d’arte in ambito civile e penale al tribunale di Matera
https://dottmariadelorenzo.wixsite.com/website

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