L’estetica delle imperfezioni di Mari Katayama

L’artista ha fatto della sua disabilità un punto di forza, rendendo il suo corpo un’opera d’arte

In una società in cui il culto della perfezione è ancora molto presente, artisti come la giovane Mari Katayama sottolineano quanto le diversità siano un’infinita fonte di bellezza. 

Classe 1987, l’artista è cresciuta in una piccola cittadina vicino Tokyo. Dall’età di 9 anni combatte con una rara patologia, che l’ha portata all’amputazione degli arti inferiori e la costringe a vivere con una deformazione alla mano sinistra.

«Per anni nessuno voleva avere a che fare con me. I momenti trascorsi da sola mi hanno fatto capire che esistevano modi diversi di comunicare oltre alle parole e ai gesti» ha raccontato durante un’intervista. Bullizzata e allontanata dai suoi coetanei perché ritenuta diversa, l’artista ha trascorso un’infanzia molto difficile, nascosta tra le mura della sua cameretta.

Ed è proprio all’interno della sua stanza che crea le sue prime opere, che diventano a poco a poco la sua quotidianità, uno sfogo creativo che più tardi la renderà una tra le artiste più richieste del momento.  
Decide poi di avvicinarsi alla fotografia, mezzo con il quale stabilisce un rapporto molto intimo: gli scatti che realizza rappresentano i suoi arti in particolari composizioni quasi surreali che rendono il suo corpo una figura fantastica, mostrando la vulnerabilità in tutta la sua reale forza.

Katayama interroga così gli spettatori con composizioni che sembrano più delle messe in scena teatrali, scattate sia in spazi pubblici che scenari intimi, in cui le regole sociali e culturali delle persone “normali” sono esposte per essere sfidate e ridefinite.

Se è vero che il Kintsugi è l’arte giapponese che ridà nuova vita alle cose partendo dalle loro crepe, l’arte di Mari Katayama potrebbe essere considerata come la rivistazione in chiave moderna di questa antica pratica.

Rivalorizzare il proprio corpo partendo dalle diversità, perché l’arte è nascosta in ogni nostro dettaglio. 

Cover Photo Credits: Courtesy Mari Katayama, Shadow puppet 2016 / SAGE Paris.

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Andrea Rocchietti
Andrea Rocchietti
Laureato in Didattica dell’arte a Torino, si specializza con un master in economia e management per l’arte e da qualche anno segue con particolare interesse il fenomeno degli NFT. Ha lavorato come intern copywriter ad Artissima 2019 per conto de “La Stampa”, con la realizzazione di diversi articoli e report durante la fiera. Collabora come copywriter con diversi blog culturali e finanziari con particolare focus su temi di attualità, economia e arte, inoltre realizza come freelancer progetti grafici sia digitali che analogici.

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