Tutto quello che c’è da sapere su La grande onda di Kanagawa

È una delle opere più popolari della storia dell’arte? Ma quanto ne sai veramente?

Tutti, ma proprio tutti, l’hanno vista almeno una volta, su un libro, una rivista, come sfondo di un desktop, in una pubblicità. Quando parliamo de La grande onda di Kanagawa ci riferiamo a un’opera leggendaria, icona dell’arte asiatica, più conosciuta opera d’arte della storia del Giappone, popolarissima in tutto il pianeta. Il Wall Street Journal, adottando un linguaggio contemporaneo, si è riferito al caso della grande onda come a un’esempio di “viralità” nella storia dell’arte. Insomma, La grande onda di Kanagawa è una delle opere d’arte più famose e diffuse di sempre. Ma quanti, tra gli amanti dell’arte che ci leggono, saprebbero dire su due piedi chi è l’artista che l’ha realizzata? E ancora, quanti conoscono davvero le sue origini e i suoi dettagli. Colmiamo allora qualche lacuna a proposito di questo capolavoro.

La storia

L’opera è stata realizzata nel 1830 dal artista giapponese Katsushika Hokusai, e fa parte della serie di stampe “Trentasei vedute del Monte Fuji”. La storia racconta che l’artista, all’epoca settantenne, stesse affrontando un momento particolarmente complesso. Alla sofferenza per la recente scomparsa della moglie si sommavano gravi ristrettezze economiche aggravate dai problemi di gioco di un nipote che Hokusai aveva a carico.  Già piuttosto affermato come artista, Hokusai fu comunque costretto ad affrontare una sorta di latitanza, in fuga dai creditori. Fu in questo difficile contesto che l’artista decise di dar vita a un progetto che aveva in mente da decenni. La serie dedicata al Monte Fuji, vero simbolo del Giappone, di cui La grande onda sarebbe diventata l’immagine più rappresentativa.

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L’opera

La grande onda di Kanagawa è una xilografia (tecnica d’incisione) in stile Ukiyo-e. Le influenze occidentali presenti nell’opera sono molte, prime tra tutte l’utilizzo della prospettiva e del blu di Prussia, e rendono di fatto La grande onda un opera ibrida, di contatto tra oriente e occidente. Con ogni probabilità sono state proprio queste influenze a permetterne una così ampia diffusione fuori dai confini della sua terra natia. La lettura, se effettuata da destra verso sinistra come da convenzione nipponica, porta subito la nostra attenzione su uno dei protagonisti del quadro: l’uomo. Tre barche di pescatori affrontano il mare burrascoso, mettendo in luce il grande tema dell’opera: l’eterna sfida tra uomo e natura. Natura, ostile e potente, che prende le sembianze di una gigantesca onda in procinto di divorare i coraggiosi pescatori. La conformazione dell’onda lascia vedere in lontananza il Monte Fuji, simbolo del paese.

Curiosità

L’analisi dell’opera ha portato col tempo gli studiosi a darne una collocazione spaziale e temporale piuttosto precisa. Il titolo ci suggerisce che la scena possa essere collocata nel mare a largo di Kanagawa, oggi a circa 30 chilometri a sud di Tokyo e 90 dal Monte Fuji. La luce ci dice che probabilmente il quadro immortala le prime luci dell’alba di una giornata di primavera, dati i vestiti dei pescatori. L’onda si stima abbia un’altezza di circa 10 metri. A metà ‘800 le stampe dell’opera furono largamente usate come imballaggio per oggetti giapponesi a Parigi, dando probabilmente la spinta originale alla sua diffusione.

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Giovanni Mavaracchio
Giovanni Mavaracchio
Grande appassionato d'arte contemporanea, lavorando in galleria approfondisce la conoscenza delle nuove realtà digitali legate al mercato. Con un particolare interesse verso il mondo dell'arte emergente, è sempre alla ricerca di nuovi talenti.

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