Absolute Pressure: la mostra di Harrison Pearce da Ribot Gallery

RIBOT – Arte Contemporanea presenta Absolute Pressure, dal 29 settembre al 6 novembre 2021, la prima personale in Italia dell’artista inglese Harrison Pearce (Londra, 1986, vive e lavora a Londra); con una selezione di opere inedite realizzate in occasione della mostra, curata da Edoardo Monti.

La pratica artistica di Harrison Pearce origina da un fatto personale: una diagnosi, avvenuta a seguito di diversi esami, che ha evidenziato un’anomalia cerebrale.

Da questo momento il cervello, inteso come organo ma anche come forma primordiale, diventa ispirazione e spunto per il suo lavoro, soggetto da replicare e indagare, sia attraverso disegni e pitture, che tramite opere cinetiche, dalle più semplici alle più complesse e disposte secondo allestimenti quasi teatrali.

In mostra, al piano terra della galleria, sono esposte due sculture cinetiche intitolate Respite 2 e 3 in dialogo con le tele alle pareti. Le prime sono opere composte da sistemi meccanici di pistoni che colpiscono e modificano una forma in silicone dalle fattezze simili a quelle del cervello, esse indagano aspetti che hanno a che fare con molte discipline e concetti:  la medicina, la fantascienza, la filosofia e i processi di automazione industriale

Harrison Pearce, Respite, 2019, silicone, alluminio, acciaio, nylon, sistema di controllo pneumatico, apparecchi audio, 46x40x40 cm.

Mentre i quadri, peculiari nella loro proposta di abbinare la classicità dell’olio su tela alla rappresentazione di  forme che richiamano dispositivi tecnologici, offrono la possibilità di vedere questa ricerca svilupparsi anche su una superficie bidimensionale.

Il percorso prosegue al piano inferiore dove l’artista allestisce Manifold, un’installazione tra le più complesse e grandi da lui mai realizzate, che abbina tre sculture cinetiche ad una sinfonia, una traccia audio che determina e “dirige” i movimenti meccanici, ma quasi umanoidi, compiuti dai pistoni. 

Si tratta di una mise en scène molto suggestiva, che genera e incoraggia nello spettatore una risposta emotiva e che mostra quanto Pearce sia capace di combinare poeticamente principi opposti quali razionalità e irrazionalità, interiorità e apparenza, umanità e macchina.

Harrison Pearce, Bambi, 2018,silicone, alluminio, acciaio, policarbonato, jesmonite, dibond, sistema di controllo pneumatico, 200x100x70 cm.

Completa l’esposizione lo Special Project, appositamente realizzato: un’edizione di piccole sculture in due versioni differenti che rimandano alle forme esplorate su scala più grande e che si attivano grazie all’intervento dell’uomo.

Cover photo credits: Harrison Pearce, Defence Cascade, 2018, silicone, aluminium, steel, pneumatic control system, audio equipment, 186x180x120cm.

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