Milano Drawing Week. Prima edizione promossa da Collezione Ramo

Milano Drawing Week alla sua prima edizione, promossa dalla Collezione Ramo, un’occasione per scoprire il disegno del secolo scorso e di oggi.

Collezionare il Novecento attraverso il disegno è il percorso intrapreso dal fondatore della Collezione Ramo, che aveva una certa affinità con la carta disegnando gioielli. La raccolta di circa settecento disegni e opere su carta traccia un itinerario storico, illustrato dalla curatrice della collezione Irina Zucca Alessandrini. L’occasione è la presentazione alla stampa della prima edizione di Milano Drawing Week nel Salone Napoleonico dell’Accademia di Brera.

L’iniziativa promossa dalla Collezione Ramo si svolge dal 20 al 28 novembre, è patrocinata dal Comune di Milano|Cultura e vuole essere un evento inclusivo. L’obiettivo è far conoscere l’immenso prezioso archivio attraverso una selezione di opere (abitualmente non visibili al pubblico) esposte in quattordici gallerie private e uno spazio museale, in dialogo con gli artisti più contemporanei. 

Domenico Gnoli, Senza titolo (Veduta della città), Penna e inchiostro su carta applicata su cartoncino, 50 x 36 cm – Courtesy Collezione Ramo, Milano

Al Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco i capricci di Giambattista Tiepolo incontrano Domenico Gnoli, di cui è in corso l’ultima retrospettiva curata da Germano Celant alla Fondazione Prada di Milano. L’artista è stato scelto anche da Riccardo Beretta ispirato dalle sue letture, da cui il titolo della mostra Sono Metafisico Non Sono Metafisico per Cabinet Studiolo.

Da Castiglioni la natura morta di Filippo de Pisis diventa urbana nella ricerca Marco Pio Mucci che realizza un archivio degli “scheletri vivi” della città; mentre le opere di Francesco Simeti raccontano un pezzo della recente contemporaneità (dalla relazione con il pianeta alle contraddizioni sociali) confrontandosi con l’onda di Enrico Baj da Francesca Minini. Marcello Maloberti crea una congiunzione fisica (data dall’allestimento) con Giorgio Morandi all’interno del deposito della Galleria Raffaella Cortese.

Marco Pio Mucci, La natura morta degli scheletri vivi 5, 2021, penna su carta, 42 x 54.5 cm – Courtesy Castiglioni e l’artista

Luciano Fabro è il filo conduttore per Marco Andrea Magni alla Loom Gallery; e per Stefano Arienti che presenta una mostra avvolgente allo Studio Guenzani. Se l’ingresso della Galleria Fumagalli accoglie il pubblico con Luce e seta appoggiati allo spazio di Mario Merz in un dialogo con Dennis Oppheneim; Magdalena Suarez opta per Carla Accardi alla Kaufmann Repetto.

Andrea Sala, Balconi, 2020, matite colorate su carta, 33 x 48 cm – Courtesy Schiavo Zoppelli Gallery e l’artista

Il mondo ironico di Marco Belfiore incrocia quello di Alighiero Boetti da Galleria Monica De Cardenas. Giorgio de Chirico è stato selezionato sia da Braco Dimietrevic alla M77 Gallery, che da Ettore Tripodi lasciandosi conquistare dalla china delle Ninfe del bosco da OPR Gallery. Il disegno di oggetti utili alla collettività di Ugo La Pietra trova affinità con il rigore di Andrea Sala da Schiavo Zoppelli Gallery. Costanza Candeloro dialoga con un’opera del 1979 di Dadamaino da Mega; mentre la linearità di Carol Rama offre uno spunto di riflessione al linguaggio pittorico di Miss Goffetown da Galera San Soda. 

Ugo La Pietra, Attrezzature urbane per la collettività – Appliques, 1979, china, matita grafite, acquerello, acrilico, timbro a inchiostro e fotografia su cartoncino, 40.9 x 30.9 cm, Courtesy Collezione Ramo, Milano

Milano Drawing Week è l’occasione per scoprire una parte della storia del disegno e degli autori del secolo scorso, in grado di attivare inedite relazioni con la contemporaneità.

Cover Photo Credits: Carla Accardi, Chiaro-scuro n. 6, 1991, china, penna e acquerello su carta, 23.9 x 32.9 cm, Courtesy Collezione Ramo, Milano

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Elena Solito
Elena Solito
Scrive storie di persone e “non luoghi” dell’arte. In particolare è interessata a indagare l'esperienza estetica come fatto antropologico, capace di dilatare il suo spazio fisico e concettuale, attivando dialoghi inattesi e sottraendosi agli spazi più tradizionali. La scrittura acquisisce una dimensione autonoma, diventando materiale di osservazione e di riflessione intorno a possibili (e non univoche) narrazioni della contemporaneità. Autrice indipendente, membro editoriale di Formeuniche, contributor per Made In Mind.

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