Tra aprile e maggio 2026, il progetto Populus dell’Università di Parma trasforma il Po in un percorso partecipativo che intreccia arte contemporanea, ricerca scientifica e comunità per riflettere su crisi climatica e biodiversità.
È con questa domanda più che legittima che il New Yorker invita alla visione del documentario “The spectacle”, di Yasmin Van Dorp. Una serie di immagini contemplative - così vengono definite - senza commentario alcuno, presso alcuni dei luoghi più belli del mondo per denunciare - col solo potere dell’imbarazzo - la scarsa capacità di raccoglimento a fronte dell’ossessione della conquista del perfetto scatto instagrammabile.
“Erté, non lo si scorda mai”. È così che rispose l’artista quando Franco Maria Ricci gli chiese il motivo dietro alla scelta di questo pseudonimo e a distanza di anni non possiamo che constatare che aveva ragione.
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