La PETA fa rimuovere “A Hundred Years” di Damien Hirst

Un richiamo dell’organizzazione per la difesa degli animali ha convinto il museo tedesco a rimuovere l’opera “A Hundred Years di Damien Hirst

Il museo tedesco Kunstmuseum Wolfsburg ha rimosso “A Hundred Years”, l’opera di Damien Hirst che prevede che uno sciame di mosche muoia elettrizzato da un insetticida elettrico.

Il tutto a seguito di un richiamo della PETA e dell’ufficio veterinario locale.

Il museo situato nel centro della città tedesca Wolfsburg aveva inserito l’opera all’interno della sua mostra di gruppo dedicata all’uso della luce artificiale nell’arte, titolata “Power! Light!” e curata dal direttore del museo Andreas Beitin e da Holger Broeker.

“A Hundred Years” fu esposta per la prima volta nel 1990 nella mostra “Gambler” in un magazzino di Londra, al fianco della più celebre e macabra “A Thousand Years”.

A Hundred Years

L’opera prevede una struttura trasparente divisa in due sezioni da una parete di vetro. In una delle due sezioni è posto un cubo bianco che come un dado ha un foro nero su ogni faccia.

All’interno del cubo dei vermi destinati a diventare mosche. 

Dei buchi nella parete di vetro permettono alle mosche di volare verso la luce artificiale dell’insetticida elettrico posto nella seconda sezione.

Un’attrazione irresistibile le attira verso una morte inevitabile.

A Thousand Years

Nella versione più cruda dell’opera, sotto all’insetticida elettrico è posta una testa decapitata di mucca di cui le mosche si nutrono nel breve tempo della loro sopravvivenza. 

Il museo si è difeso argomentando di non sapere che le mosche fossero protette dalle leggi per la protezione degli animali del governo tedesco.

Tuttavia, la PETA insiste che al di là degli aspetti legali, è moralmente sbagliato sacrificare la vita di altri esseri viventi per scopi di intrattenimento.

Questo non è il primo episodio in cui la PETA esprime il suo dissenso nei confronti del lavoro di Damien Hirst.

L’intera produzione del maestro degli Young British Artists che segue il filone tematico del memento mori suscita da anni l’indignazione dell’organizzazione per la difesa degli animali. 

Tra le più note “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living” (2013), l’opera che vede il cadavere di uno squalo tigre conservato in formaldeide.

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