L’unione fa la forza: quando l’arte è una questione di coraggio

Yayoi Kusama

Il curioso esordio dell’artista giapponese Yayoi Kusama presentato ora in una mostra alla Gropius Bau di Berlino.

Si puó definire l’incontro con il proprio destino un colpo di fulmine? Yayoi Kusama risponderebbe di sí. Una passione – quella per l’arte – che brucia dentro di lei fin da bambina e risale in superficie quando i suoi occhi entrano in contatto con un libro illustrato da Georgia O’Keeffe

Difficile convivere con la consapevolezza di voler diventare un’artista e avere insuperabili limiti per farlo, ma Yayoi Kusama si affida a cuore aperto ad un foglio bianco, inizio romanzesco di una corrispondenza epistolare con l’inarrivabile musa di vita e modello artistico.

Contro ogni previsione arriva una risposta che anima il seguito della conversazione letteraria tra le due artiste: alte aspettative si scontrano con le avvertenze crude e realistiche della O’Keeffe riguardo il mondo dell’arte americano, meta sognata da ogni artista, ma al contempo pericolosa trappola per i deboli di spirito. 

La Kusama sopravvissuta ad un’infanzia minacciata dall’isteria di una madre nemica dell’arte, ha costruito una dimensione propria, immersa in fantasie e visioni allucinate di realtà che riemergono nelle sue opere. Contrariamente ad oggi, trasferirsi da Matsumoto a New York non era una decisione semplice, ma questo non ostacola l’ambizione della ragazza, che nel 1955 approda nella Grande Mela con una valigia di speranze, paure e dubbi e con il coraggio che solo una giovane artista puó avere. 

“I’m Georgia O’Keeffe, you must be Yayoi. How’s everything going?” – “Mi chiamo Georgia O?Keeffe, tu devi essere Yayoi. Come va?”.

Con queste poche frasi Georgia O’Keeffe incontra fisicamente Yayoi Kusama, sulla porta del suo appartamento della diciannovesima strada negli anni Cinquanta: un saluto freddo e sbrigativo che cela l’immensa apprensione di un mentore che ritrova la propria allieva. A distanza di quattro anni dal suo arrivo, l’artista si ritrova a distanza ravvicinata con la donna che ha mitizzato e che le si rivela in tutta la sua umanità con rughe profonde e un portamento nobile di altri tempi.  

Cosa succede in America è noto dalle celebri opere che oggi vengono esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo, quello che spesso non emerge è la scintilla che si accende quando una donna o un uomo sono ancora artisti potenziali e non celebri nomi sopra colossali cartelloni. 

Ad aprile 2021 è stata inaugurata una delle piú maestose retrospettive dedicate alla Kusama presso il Gropius Bau di Berlino che terminerà ad agosto. A Bouquet of Love I Saw in the Universe è il nome dell’installazione, oltre al titolo scelto per l’esposizione stessa, realizzata in esclusiva per accogliere i visitatori nell’atrio dell’edificio: uno psichedelico groviglio di tentacoli fucsia ultra-terrestri che presenta nel miglior modo possibile lo stile inconfondibile dell’artista. 

Settant’anni di carriera, un climax di intensità e passione che invade ogni centimetro delle sale, un percorso genialmente strutturato per onorare un percorso non soltanto artistico, ma di vita

Cover Photo Credits: Yayoi Kusama

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