“MAKE ART NOT WAR”, Andrea Crespi e Manu Invisible insieme contro la guerra

Street Art e rigenerazione di spazi urbani torna ad essere un connubio vincente, specialmente quando si parla di due artisti la cui ricerca artistica è proprio basata sulla trasformazione di ambienti prima deturpati e abbandonati. Andrea Crespi e Manu Invisible sono legati da una profonda amicizia, che, un anno fa, li ha spinti ad accettare una nuova sfida a Bibbiena, bel cuore del Casentino in Toscana, in un piazzale che ha un nomen omen: John Lennon.

Un tempo un parcheggio in disuso, il piazzale è stato trasformato in nuovo campo da basket, un’area di aggregazione sportiva e sociale, simbolo di rinascita e rinnovamento per l’intera comunità.

Oltre a questa incredibile iniziativa, da tutto il work-in-progress è stato creato un docufilm intitolato proprio “Make Art, Not War”: uno sguardo intimo sulla creazione di questa opera d’arte pubblica da parte di un gruppo di persone fortemente legate dall’amicizia e dalla volontà di lanciare dei messaggi socialmente significativi. Oltre infatti ad Andrea e Manu, sono stati coinvolti Nicolò Signori, Waro e Stefano Bosatelli, quest’ultimo ha anche assunto il ruolo determinante per la regia e produzione del documentario.

Il docufilm è dunque un racconto, un’avventura apparentemente leggera, che offre spunti inediti e puri sul legate tra arte, sport e comunità. Vi invitiamo a sedervi comodi, vedere e condividere questa straordinaria esperienza artistica e sociale.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Un viaggio lungo 150 anni. La nuova sede di Collezione Casamonti sul Lungarno Serristori

Potremmo cadere nel banale errore di definire l'esterno della nuova sede della Collezione Casamonti una "splendida cornice". Questa espressione, così utilizzata nel nostro campo, porta con sé una rosa di significati, metaforici e concreti, su cui è possibile costruire gran parte di questa introduzione.

JERVÉ a Palazzo Stella: la pittura come atto di resistenza nell’era degli algoritmi

Due figure si fronteggiano, separate e al tempo stesso unite da una linea rossa. Da una parte La caduta di Lucifero, dall’altra Christos Eirenopoios: due immagini che richiamano la tradizione iconografica occidentale e mettono in scena l’eterna tensione tra forze opposte, tra caduta e redenzione, fragilità e trascendenza

Il bunker tra traccia storica, immaginario contemporaneo e prospettiva futura: il Pini Art Prize 2025/2026 premia le forme dell’abitare

Come abitiamo i nostri spazi? Quanto è sottile il confine tra protezione e isolamento tracciato dal perimetro delle mura domestiche? E che implicazioni sociali e psicologiche portano con sé i luoghi in cui noi decidiamo di vivere e sopravvivere, quando essi sono dei bunker? Sono queste le principali domande da cui si dispiega la mostra HARD ASSETS, attraverso la sovrapposizione di più piani temporali e chiavi di lettura.

Fares Cachoux, la guerra nascosta dietro la bellezza delle immagini

L'autore del manifesto, intitolato proprio Al-Houla, è Fares Cachoux, artista franco-siriano nato a Homs nel 1976, che sceglie di raccontare quella tragedia attraverso un linguaggio capace di farsi comprendere in pochi istanti, sostituendo alla rappresentazione esplicita della violenza una composizione in cui il colore e la geometria sembrano quasi contraddire ciò che viene mostrato.
Redazione Artuu
Redazione Artuu
I migliori Articoli della Redazione di Artuu

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui