A Roma un robot ha scolpito Amore e Psiche di Canova. Perfettamente.

A Roma Robotor, un braccio robotico diventato “artista”, ha realizzato una copia di “Amore e Psiche” in occasione della mostra dedicata ad Antonio Canova.

Nella splendida cornice di Palazzo Braschi a Roma è possibile ammirare, fino al 20 marzo 2020, “Eterna bellezza”, la mostra dedicata al maestro del Neoclassicismo Antonio Canova. In occasione di questa esposizione Magister, il format espositivo di Cose Belle d’Italia Media Entertainment, ha deciso di realizzare un progetto che unisce arte e tecnologia in maniera del tutto nuova. È così che è nato Robotor, un braccio meccanico gestito da un computer, capace di scolpire alla perfezione una riproduzione di “Amore e Psiche” di Antonio Canova. Davanti a un blocco di marmo di Carrara di 10 tonnellate il computer è riuscito, dopo 270 ore di incessante lavoro, a scolpire il gruppo scultoreo, rispettando alla perfezione le proporzioni del Maestro. Il processo di produzione prevede l’utilizzo di un software molto avanzato che opera una scansione 3D della statua per creare la griglia sulla quale il robot dovrà lavorare. La griglia viene poi riportata sul marmo, per definire la forma e i punti da scolpire; segue, infine, la pianificazione delle varie fasi e strumenti di lavorazione.

via magister.art

La scelta di Antonio Canova come artista da replicare non è casuale. Da una parte si è voluto omaggiare il Maestro in occasione dell’anniversario del suo arrivo a Roma, dove aprì il suo studio in via delle Colonnette 240 anni fa. Dall’altra è stato preso in considerazione il principio di replicabilità dell’opera, studiando il processo creativo di Canova attualmente certificato. Canova, per la realizzazione delle proprie statue, partiva dall’esecuzione di rapidi schizzi su carta, utili come riferimento per un iniziale bozzetto in terra cruda, in cui l’opera prende una prima forma ideale. Segue la creazione di una statua in argilla, supporto sul quale è in seguito costruito il negativo, detto anche forma, in cui viene versato il gesso. In tal modo è pronto il modello per la scultura vera e propria. Per mantenere le stesse proporzioni nel marmo, Canova inseriva sulla superficie dei gessi alcuni piccoli chiodi (rèpere) che gli permettevano di conservare le medesime distanze nel prodotto finale.

Il progetto è accompagnato da un documentario sulla realizzazione dell’opera e da un video della fiaba di “Amore e Psiche” di Apuleio raccontata attraverso i testi di Giuliano Pisani, la voce di Adriano Giannini e la musica originale del violoncellista Giovanni Sollima. Siamo tutti d’accordo che Robotor non sia in grado di ricreare l’ “aura” tipica e irriproducibile delle sculture di Antonio Canova. In ogni caso rappresenta un sistema diverso per avvicinare l’arte a un numero di persone sempre maggiore ed è la prova di come l’evoluzione della tecnologia stia inevitabilmente modificando, nel bene o nel male, il concetto di arte e la sua fruizione.

 

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