BiM inaugura i nuovi spazi in Bicocca con due mostre ispirate a Rauschenberg

In occasione dell’Art Week, due mostre gratuite rivelano nuovi spazi espositivi a pochi passi dall’Hangar Bicocca… 

La riqualificazione di un quartiere che viene restituito alla cittadinanza in una veste rinnovata è sempre una buona notizia. Quando questo avviene, non solo sotto la spinta di motivazioni economiche, ma anche con finalità culturali si può davvero gioire due volte.

È quello che sta succedendo a Milano, nell’area periferica di Bicocca, con il rinnovamento degli spazi dell’edificio Pirelli 10, centro nevralgico di un progetto di riconversione urbana che sarà completato nel 2026. BiM, dove Milano incontra Bicocca, è un progetto work in progress che inaugura alcuni dei suoi nuovi spazi al pubblico, proprio nei giorni di Miart e dell’Art Week milanese, con due mostre che ne evidenziano tutte le potenzialità in itinere: Open Score, a cura di Nicola Ricciardi, e Le luci e gli Amanti, curata da Davide Giannella e allestita dal collettivo SPECIFIC, aperte gratuitamente al pubblico al piano terra di Pirelli 10. 

BiM Building cc Alessandro Fibbi

Open Score

Curata da Nicola Ricciardi, Direttore artistico di Miart e realizzata dal laboratorio di progettazione EX., Open Score rende omaggio a Robert Rauschenberg, figura gigantesca dell’arte del Novecento, in occasione del centenario della sua nascita, ed in particolare ad “Among friends” – tema curatoriale scelto anche per la 29esima edizione della fiera – titolo dell’ultima grande retrospettiva dedicata all’artista al MoMA di New York.

Open Score©Alessandro Saletta DSL Studio

Al centro del progetto l’idea che le relazioni umane siano fondamentali per arricchire e trasformare l’esperienza artistica e la volontà di abbattere le barriere creando uno spazio di condivisione e interazione. Al centro di Open Score si trova un palcoscenico sempre attivo e accessibile, dove il pubblico può interagire con un ambiente ricco di stimoli che fonde diverse forme artistiche in un’unica esperienza immersiva tra videoproiezioni e totem interattivi che combinano luci responsive, suoni, musiche e parole con riproduzioni di spoken word, forma d’arte spesso improvvisata in cui i dialoghi sono recitati ad alta voce e accompagnati da gestualità, e di cui John Giorno, amico e collaboratore di Rauschenberg, è stato uno dei massimi esponenti. Ispirata all’omonima performance multimediale del 1966 dell’artista americano, Open Score non è solo un’installazione, ma una vera e propria Gesamtkunstwerk, parola tedesca che indica “l’opera d’arte totale”

BiM Le Luci e Gli Amanti ©Alessandro Saletta DSL Studio

La luce e gli amanti

Dall’altro lato della piazza, in ideale dialogo con il concept della mostra di Ricciardi, c’è “Le Luci e gli Amanti”, curata da Davide Giannella con il supporto del collettivo SPECIFIC, laboratorio di progettazione e produzione creativa composto da Patrick Tuttofuoco, Nic Bello, Alessandra Pallotta, Andrea Sala e Stefano D’Amelio, che ne ha curato il display.

Anche qui il concetto di relazione domina la scena. “Le Luci e gli Amanti è una mostra che esalta la relazione” racconta il curatore, “in primis tra l’arte e il design, a pochi giorni dall’inaugurazione della Design Week, celebrando il legame con l’arte e l’affinità delle ricerche, ma anche nella relazione tra gli artisti che si conoscono tutti e le cui pratiche, pur rispettando le proprie peculiarità, hanno delle attinenze che vengono rivelate dalle opere esposte. Fondamentale è anche l’interazione tra gli spazi interni ed esterni e la funzione della luce, diurna e notturna, che trasforma inevitabilmente la percezione della mostra”.

Una visione dell’arte intesa come processo collettivo in cui un ruolo fondamentale è giocato dal display, esaltato dalla presenza di una rete che domina lo spazio e permette al pubblico di girare intorno alle opere, spiandone senza vergogna anche il retro. Lo spiega bene Patrick Tuttofuoco, che a BIM è di casa, perché all’ingresso dell’edificio c’è esposta una sua opera e qui il collettivo SPECIFIC ha inaugurato un programma di residenze per artisti quasi due anni: “la rete rappresenta il miglior mezzo per dar vita ad una forma espositiva che fosse aperta e coesa. La percezione delle opere attraverso la luce diventa un momento espressivo trasformando lo spazio con il buio in un vero e proprio ambiente che modifica gioco-forza anche la relazione tra i lavori”. La mostra include le opere di Corrado Levi, Costanza Candeloro, Andrea Romano, Stefania Carlotti, Alessandro Di Pietro, Valerio Nicolai e Industria Indipendente attraverso un’installazione site-specific. 

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