Ettore Sottsass e il Radical Design

Designer, architetto e fotografo, ha portato in tutto il mondo le sue riflessioni radicali e di critica sociale. 

Nato a Innsbruck nel 1917, Ettore Sottsass dà il via alla sua carriera in qualità di artista e aderisce al MAC, Movimento d’Arte Concreta, partecipando alla prima mostra collettiva di questa corrente.

Nel 1957 inizia il suo lavoro come art director di Poltronova, azienda per la quale ha progettato il celebre specchio Ultrafragola del 1970 e altri oggetti di design. Grazie alla collaborazione con Olivetti, è stato anche vincitore di ben tre Compassi d’Oro.

E’ da questi primi anni di carriera che Sottsass concepisce la sua idea di design come strumento di critica sociale, affermando: 

Il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l’erotismo, il cibo e persino il design. Infine, è un modo di costruire una possibile utopia figurativa, o di costruire una metafora della vita. Certo, per me il design non è limitato dalla necessità di dare più o meno forma a uno stupido prodotto destinato a un’industria più o meno sofisticata; per cui, se devi insegnare qualcosa sul design, devi insegnare prima di tutto qualcosa sulla vita e devi insistere anche spiegando che la tecnologia è una delle metafore della vita.

ph Bettina Matthiessen courtesy Vitra Design Museum VG Bild Kunst Bonn 2021

Per questi motivi, Ettore Sottsass aderisce al movimento del Radical Design, detto anche Anti-Design o Contro-design

Fortemente in linea con le lotte politiche e studentesche che animano il ‘68, nasce come “opposizione” alle tendenze razionaliste dominanti e la sua volontà di sperimentazione si diffonde rapidamente da Firenze – con i gruppi Archizoom e Superstudio – a Milano, fino a conquistare l’intera Europa e il panorama internazionale. 

Gruppo Alchymia Bruno Gregori Pier Carlo Bontempi Carla Ceccariglia Alessandro Guerriero Adriana Guerriero Arturo Reboldi Giorgio Gregori Alessandro Mendini Ph Alfa Castaldi

Ettore Sottsass aderisce in particolare al gruppo Alchymia, i cui fondatori, i fratelli Alessandro e Adriana Guerriero, sono il primo esempio di progettisti produttori.

Insieme ad Alchymia, Sottsass partecipa al Design Forum di Linz nel 1979, esponendo la Seggiolina da pranzo, realizzata in ferro cromato e laminato Abet Print, la lampada da terra Svincolo, dall’ispirazione pop con le sue luci al neon rosa e nere, e il tavolino Le strutture tremano

Ettore Sottsass Svincolo 1979 courtesy of Friedman Benda

Gli oggetti che Ettore Sottsass produce insieme al gruppo post-radicale hanno come caratteristica principale proprio un’alchimia di colori, forme e materiali, con l’obiettivo di produrre sempre nuovi canoni estetici.

Cover Photo Credits: Ettore Sottsass nel suo studio, 1979. Photo Silvia Lelli/Lelli e Masotti Archivio

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Antonello Grimaldi e la nuova Ambrosiana: come una storica istituzione milanese parla al presente e progetta il futuro

Con un traguardo storico di 300.000 visitatori nel 2024 — +20% rispetto all’anno precedente — la Pinacoteca Ambrosiana si conferma non solo come il museo più antico di Milano, ma anche come una delle istituzioni culturali più dinamiche e proiettate verso il futuro della città

MEGA Art Fair: a Milano una fiera oltre gli schemi. Parola ai founder

In questa intervista esclusiva, esploriamo con il team di MEGA Marta Orsola Sironi, Mattia Pozzoni e Mauro Mattei, le ragioni e le strategie dietro una selezione sempre più internazionale, il valore aggiunto della scelta di spazi dalla forte identità architettonica

Artuu Newsletter

Scelti per te

BiM inaugura i nuovi spazi in Bicocca con due mostre ispirate a Rauschenberg

Proprio nei giorni di Miart e dell’Art Week milanese, con due mostre che ne evidenziano tutte le potenzialità in itinere: Open Score, a cura di Nicola Ricciardi, e Le luci e gli Amanti, curata da Davide Giannella e allestita dal collettivo SPECIFIC

La fragile potenza dei fiori al Chiostro del Bramante: tra Brueghel, Ai Weiwei e l’IA

In un percorso che tocca cinquecento anni di arte, si è guidati in un viaggio nel tempo che non segue una direzione cronologica, non è una storia dei fiori nell’arte, ma un invito a ricentrare la nostra attenzione sulla più semplice espressione di bellezza, fragilità e perseveranza

Seguici su Instagram ogni giorno