L’arte della falsa apparenza: gli adesivi nelle opere di Pitmarels

Nella storia dell’arte dell’ultimo secolo e mezzo gli artisti hanno utilizzato qualsiasi tipologia di medium per realizzare le loro opere.

Pietro Marelli, in arte PitMarels, risulta essere innovativo per l’utilizzo degli adesivi che contraddistinguono la sua arte.

Nato a Cantù nel ‘96, dopo aver frequentato il liceo artistico Fausto Melotti si laurea in Pittura all’Accademia di Brera.

L: Da cosa nasce l’utilizzo dell’adesivo?

P: Un giorno, facendo la spesa, notai una signora che si meravigliò di aver trovato una pera con il bollino Chiquita e per questo decise di non comprarla. Questo mi fece riflettere molto e nel corso degli anni ho sviluppato il mio concetto, con ripresa magrittiana, della falsa apparenza. Il mio simbolo deriva da questo, ho falsificato il logo della Chiquita e ho inserito il mio viso senza connotati, affinché tutti ci si possano identificare.

L: Perché il tema della falsa apparenza ti è così caro?

P: La falsa apparenza è molto presente nella nostra quotidianità: in tv, nella pubblicità, alla radio, questo elemento è ben radicato. L’apparenza è un’intuizione, dunque, non sempre è veritiera. Io cerco di rappresentare uno stato che ci contraddistingue, oggi siamo molto apparenti. Viviamo una contemporaneità nella quale bisogna comprendere e captare le informazioni in pochissimo tempo e lo zapping televisivo o lo scrolling dei social ne sono un esempio lampante. L’apparenza, formalmente parlando, nel mio lavoro è dettata dall’avvicinarsi ed allontanarsi dall’opera. Da lontano si percepisce qualcosa, da vicino tutt’altro. È ciò che accade in Fake Orgasm, da lontano si percepisce la figura dell’Estasi di Santa Teresa del Bernini, quindi un momento sacro, solo avvicinandosi appare l’immagine dell’attrice Meg Ryan tratta dal film Harry ti presento Sally in cui la protagonista simula un orgasmo al ristorante, un momento profano, dunque.

L: Come e quanto ha influito il periodo di lockdown sulla tua produzione artistica?

P: Non ha influenzato particolarmente il mio processo di produzione, ma ad un certo punto mi sono sentito in dovere di rappresentare una categoria che in quel periodo non era considerata, ovvero i bambini. Questo è stato dettato anche dal fatto che per loro è stata riscontrata dall’inizio della pandemia, fortunatamente, una grande difficoltà nel contrarre il virus, ma secondo me loro sono stati colpiti maggiormente da questa situazione. Hanno compreso la situazione in modo parziale e sono entrati maggiormente in crisi. Per questo ho realizzato Proof of a memory, rimuovendo i connotati dai visi dei bambini per far sì che tutti si potessero identificare in loro.

Dagli objet trouvè dei Surrealisti ai ready made dei Dadaisti, dall’installazione di caramelle di Félix Gonzaléz-Torres ai ritratti di cioccolato di Vik Muniz, gli artisti hanno sempre sperimentato con l’utilizzo di nuovi materiali.

Le opere di PitMarels risultano essere travolgenti ed emotive.

L’adesivo, mezzo fino ad oggi poco utilizzato nel mondo dell’arte, acquista una connotazione tutta nuova nelle sue opere, tra l’ambiguità e lo stupore, tra l’identità e l’apparenza.

Cover Photo Credits: Face yourself di Pitmarels; Courtesy Pietro Marelli aka Pitmarels

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Leonardo Alagna
Leonardo Alagna
Classe ’98, nel 2019 si laurea in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo all’Università Cattolica di Milano. A fine 2021 conseguirà la laurea magistrale nella medesima università con specializzazione in Gestione degli Eventi Espositivi e dei Musei. Attualmente è responsabile dell’archiviazione e catalogazione delle opere dell’artista Valerio Adami. Appassionato del mercato dell’arte e delle sue dinamiche, oltre ad essere contributor per Artuu Magazine lo è anche per Art For Breakfast.

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