A Roma arriva l’UnArchive Found Footage Fest

L’UnArchive Found Footage Fest, dal 28 maggio al 2 giugno a Roma, permetterà al pubblico di immergersi in installazioni site-specific che interpretano il passato visivo in chiave contemporanea, presso luoghi iconici dell’Urbe come il Tempietto del Bramante nella Reale Accademia di Spagna e un caratteristico appartamento in vicolo Moroni, nel vivace quartiere di Trastevere. All’interno del Tempietto del Bramante, Studio Azzurro introduce “The Editor’s Bin – La cesta del montatore”, un progetto che dà nuova vita a materiale filmico dimenticato da oltre quaranta anni.

Leonardo Sangiorgi, membro dell’équipe, descrive il processo come un risveglio di vitalità inattesa, dove frammenti scartati si fondono miracolosamente in una sinfonia visiva e sonora. Guidati dai quattro elementi naturali (acqua, terra, fuoco e aria) questi segmenti trovano nuova espressione e significato, celebrando così le origini cinematografiche del collettivo. Parallelamente, l’installazione “Iconic roots – Radici iconiche” riflette sull’epoca che precede l’arrivo del digitale, ricordando un periodo sereno, carico di rapporti sociali e impegno politico. L’arte di Studio Azzurro rispolvera memorie di tempi passati con fotografie che raccontano storie di spazi riutilizzati e occupati, utilizzando tecnologie come la multivisione e lo split-screen per narrare quel tempo con efficacia.

Al di là delle mura accademiche, nel vicolo Moroni, Caterina Borelli presenta “Afterimages”, un’installazione che si affaccia direttamente su strada. Qui, l’artista ci rende partecipi della storia  dei suoi genitori, inserendo estratti del loro diario di giovani giornalisti per dipingere un ritratto intimo di scoperta urbana e vita quotidiana del periodo post-bellico. Utilizzando immagini d’epoca e testi, Borelli crea un ponte tra i ricordi di una vecchia generazione e il presente. L’UnArchive Found Footage Fest stimola una riflessione sentita sul significato del recupero e della trasformazione delle immagini d’archivio in nuove narrazioni visive e sonore. Queste opere non solo conservano la memoria visiva, ma la arricchiscono e la trasmettono in modi che vanno oltre i confini tradizionali dell’arte, offrendo così nuove prospettive su come possiamo percepire e reinterpretare la storia grazie all’arte contemporanea.

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