Arte concettuale: quali sono gli artisti italiani?

Scopriamo i maggiori esponenti italiani che hanno rivoluzionato il panorama artistico mondiale degli anni 60 e 70.

Nel giugno del 1967, nei suoi Paragraphs on Conceptual Art, Sol Lewitt scriveva: “L’idea stessa, anche se non resa visiva, รจ un’opera d’arte tanto quanto qualsiasi prodotto finito”

Dava cosรฌ una definizione al movimento artistico che stava prendendo forma dalle premesse del decennio precedente: lโ€™Arte Concettuale

รˆ stato poi Joseph Kosuth a utilizzare il termine โ€œConcettualeโ€ per definire la sua ricerca artistica. Un chiaro esempio di questa tendenza ad opera dellโ€™artista statunitense รจ Una e tre sedie. Una sedia vera, la sua fotografia e la sua definizione scritta sono esposte al pubblico del MoMA di New York, per una riflessione sul rapporto tra lโ€™oggetto reale, la sua immagine e il linguaggio scritto: una sedia in tre rappresentazioni diverse, ma che suscitano le stesse emozioni.

รˆ infatti il linguaggio uno dei temi su cui gli artisti concettuali si soffermano e riflettono maggiormente. Kosuth, Lawrence Weiner, Edward Ruscha, Robert Barry e, soprattutto il collettivo Art & Language iniziarono a produrre arte con mezzi esclusivamente linguistici. 

Il giornale Art-Language, dello stesso collettivo, ha unโ€™influenza notevole sullโ€™arte concettuale statunitense e britannica sul finire degli anni 60.

Una delle caratteristiche dellโ€™Arte Concettuale รจ quella di non prediligere alcun mezzo espressivo. Gli esponenti di questo movimento protagonista dellโ€™arte contemporanea adottano forme, stili, e tendenze molto diverse fra di loro e in ogni parte del mondo.

Tra queste tendenze, spiccano la Body Art, lโ€™Arte Povera, la Narrative Art o la Land Art.

Scopriamo quali sono i nomi italiani piรน influenti e rivoluzionari in questi orientamenti artistici concettuali.

Nellโ€™ambito della Body Art, gli artisti si concentrano sul proprio corpo come soggetto e oggetto dellโ€™azione artistica performativa. Il superamento dei suoi limiti รจ centrale, soprattutto con la โ€œmadreโ€ di questa corrente, lโ€™italo-francese Gina Pane. Le sue ferite erano aperture verso il prossimo e il suo corpo era inteso collettivamente.

Lโ€™Arte Povera, nata e cresciuta in Italia, รจ una tendenza concettuale che vede protagonisti nelle opere i materiali preindustriali. Si tratta di unโ€™arte tutta italiana, che si discosta dal Concettuale e dal Minimal americano per il suo impegno politico e sociale. Non si puรฒ prescindere da nomi come Mario Merz, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Luciano Fabro o Michelangelo Pistoletto, rappresentati dal critico dโ€™arte e curatore Germano Celant dal 1967.

Famoso per i suoi Igloo fatti di luci al neon e geometrie a spirale, Mario Merz sceglie questo elemento abitativo per il suo senso di protezione e per il richiamo ad una societร  primordiale.

Mario Merz Igloo de Giap 1968

Lโ€™arte di Alighiero Boetti puntava alla conoscenza del mondo secondo nuovi sistemi logici e di comprensione. Le sue famose mappe ricamate mostrano luoghi impossibili e planisferi ideali che abbattono i confini territoriali.

Alighiero Boetti Mappa 1994

Attraversando la pittura, la scrittura, la performance e lโ€™installazione, la pratica di Jannis Kounellis ingloba elementi vivi, naturali, organici. Ricordiamo lโ€™installazione/performance 12 Cavalli, alla galleria romana di Fabio Sargentini nel 1969, in cui erano esposti dei cavalli vivi, simbolo di vita e di natura, per superare la staticitร  dellโ€™opera dโ€™arte intesa in senso tradizionale.

Jannis Kounellis 12 cavalli 1969

Luciano Fabro indaga le possibilitร  dei materiali piรน disparati come marmo, ferro, vetro o seta, attraverso la scultura e a prescindere dalle forme che essa puรฒ assumere, semplici e immediatamente riconoscibili, come nel caso dellโ€™opera Lโ€™Italia allโ€™Asta (1994).

Lโ€™autore della celebre opera dโ€™arte Venere degli Stracci (1967) esposta al Castello di Rivoli di Torino, Michelangelo Pistoletto รจ sicuramente uno dei nomi piรน celebri nella scena artistica italiana. 

La sua pratica รจ un continuo tentativo di portare la vita nellโ€™arte, con unโ€™estetica allโ€™insegna della partecipazione e dellโ€™immedesimazione del pubblico nellโ€™opera, ricordiamo infatti i suoi Quadri Specchianti.

Michelangelo Pistoletto Venere degli Stracci 1967

Lโ€™artista concettuale Giulio Paolini si focalizza sul rapporto tra artista, oggetto dโ€™arte e pubblico, attraverso le sue riproduzioni fotografiche, i suoi calchi delle statue classiche e lโ€™ironia alla base di tutti i suoi lavori. Centrale รจ la questione dello sguardo e della fruizione dellโ€™opera da parte dello spettatore, come in Giovane che guarda Lorenzo Lotto (1967).

Giulio Paolini Giovane che guarda Lorenzo Lotto 1967

Il battesimo dellโ€™Arte Povera avviene nel 1967, con la mostra curata dal rappresentante indiscusso dei suoi maggiori esponenti, Germano Celant. Arte Povera Im-Spazio si tiene a Genova, presso la Galleria La Bertesca ed รจ seguita lโ€™anno successivo dalla manifestazione Arte Povera + Azioni Povere, tenutasi ad Amalfi: una vera rottura estetica rispetto ai canoni dellโ€™arte di quegli anni.

Arte Povera + Azioni Povere 1967

Sempre ad opera del curatore Germano Celant รจ il progetto editoriale e artistico Arte Povera, Earth Works, Impossible Art, Actual Art, Conceptual Art, del 1969. Il suo obiettivo era mettere in comunicazione artisti italiani e artisti americani. A ciascuno dei trentasei artisti scelti, tra Italia e Stati Uniti, Celant chiede di utilizzare liberamente le cinque/sei pagine del libro a loro assegnate e a completa disposizione del loro genio creativo.

Lโ€™anno successivo, lo stesso curatore, insieme alla co-curatrice Lucy Lippard, promuove uno degli eventi fondamentali nellโ€™ambito del Concettuale: Conceptual Art, Land Art, Arte Povera, alla Galleria Civica dโ€™Arte Moderna di Torino, in cui fondamentale era il confronto e il dialogo tra gli artisti. 

Al 1969 risale lโ€™iconica mostra che รจ stata cruciale per lโ€™arte di quegli anni e che maggiormente ne ha rappresento lo spirito: When Attitudes Become Form alla Kunsthalle di Berna, a cura dello svizzero Harald Szeemann. Lโ€™esposizione รจ passata alla storia per aver coinvolto artisti esponenti dellโ€™Arte Povera, della Land Art e della Minimal Art, provenienti sia dallโ€™Italia che dagli Stati Uniti, per una panoramica della scena artistica contemporanea dallโ€™approccio curatoriale rivoluzionario. Ogni artista ha potuto allestire la sua opera liberamente, cosรฌ come nella mostra di Celant dellโ€™anno precedente Arte Povera + Azioni Povere, senza limiti o condizioni da parte di Szeemann, in unโ€™atmosfera caotica di forte creativitร  e collaborazione artistica.

Cover Photo Credits: Luciano Fabro, Italia allโ€™asta, 1994

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