In occasione della Milano Art Week 2025, le lunette del Ristorante Cracco tornano a trasformarsi in finestre sull’immaginazione grazie al progetto di arte pubblica Galleria Cracco, giunto alla sua settima edizione. Dopo un anno di pausa, lo spazio riprende vita con “Fantasy”, tre video animazioni dell’artista Gaia Alari, a cura di Annalisa Inzana e Chiara Pozzi, visibili dal 1° aprile al 1° maggio nei dehors affacciati su Corso Vittorio Emanuele II.
Il progetto nasce nel 2018 da un’idea dello chef Carlo Cracco con l’agenzia Paridevitale e il supporto curatoriale di Sky Arte, con l’obiettivo di portare l’arte nel cuore pulsante della città, integrandola nel flusso quotidiano del centro storico. Quest’anno, grazie al sostegno di Umberta Gnutti Beretta, Cracco e Paride Vitale, le opere di Alari tornano a popolare uno degli angoli più iconici di Milano, regalando al pubblico una nuova esperienza visiva e narrativa.

“Fantasy” è il titolo della prima animazione e dell’intera mostra: realizzata nel 2024 per il gruppo Lunar Vacation, è un inno visivo al sogno e alla ricerca di sé. Su fondo bianco, un corpo disegnato in tratto nero si muove sinuoso su carta, dando l’illusione di una profondità infinita. È un’opera lenta, ipnotica, in cui il tempo si dilata e il segno prende vita. Intorno, scorrono immagini effimere di case, animali e fiori: tutto nasce, muta, svanisce, come in un sogno a occhi aperti.
Segue “The Space Between”, animazione del 2024 realizzata per un concerto dei Porridge Radio al Centre Pompidou. Anche qui il disegno è rigorosamente a mano, fotogramma dopo fotogramma. Una figura femminile, simbolicamente rappresentata da una rondine, si muove in un labirinto visivo, mutando forma e identità. È un viaggio mentale, circolare, intrappolato in un pensiero intrusivo che genera e dissolve immagini all’infinito, in un continuo tentativo di trovare un senso tra gli spazi del possibile.

Chiude il trittico un’opera inedita: “Senza Titolo”, creata appositamente per Galleria Cracco. In una danza ciclica e sospesa, donne e sirene volanti si rincorrono in aria. L’animazione riflette sul linguaggio simbolico e sugli archetipi visivi che ci accompagnano sin dall’infanzia, interrogando il modo in cui immagini e emozioni si legano nel nostro immaginario.
Gaia Alari, classe 1988, è un’artista autodidatta che ha fatto della slow animation su carta la sua cifra distintiva. Disegna tutto a mano con carboncino e pastelli, fondendo la delicatezza del tratto con una potenza simbolica che attinge tanto dal mondo dell’illustrazione quanto da quello della performance visiva. Nelle sue opere si avvertono le influenze di Kiki Smith, Nathalie Djurberg, William Kentridge, ma anche l’energia visionaria di Grazia Toderi e Wangechi Mutu.
Negli ultimi anni ha collaborato con artisti e gruppi internazionali (Coldplay inclusi) e nel 2024 ha firmato la copertina del New York Times Magazine. Oggi insegna come guest artist in scuole prestigiose come la Parsons, Yale e la University of the Arts di Londra, mentre lavora al suo primo cortometraggio animato, What Comes at Night, sostenuto dal CNC francese.
Con Fantasy, Alari non solo espone, ma abita lo spazio urbano con grazia e profondità. Le sue opere trasformano uno dei luoghi più attraversati della città in una soglia tra sogno e realtà. Per un mese, chiunque passi davanti a Cracco potrà fermarsi, anche solo per un istante, e perdersi in quelle immagini leggere, dense, poetiche. Un piccolo miracolo di arte pubblica, dove la fantasia torna ad avere un posto.