A Copenhagen l’ossessione per l’esperienza visiva di Giacometti

Il Museo Nazionale di Arte – SMK di Copenhagen sta attualmente proponendo nelle sue sale un’esperienza artistica unica, che celebra uno dei maestri del Novecento: Alberto Giacometti. La mostra in corso “What Meets the Eye”, a lui dedicata, è un’indagine esaustiva sul suo processo creativo e sulla sua influenza duratura sull’arte moderna e contemporanea.

Nato in Svizzera, Giacometti si trasferì a Parigi negli anni ’20, dove inizialmente si unì al movimento surrealista. Fu tuttavia il suo stile unico costruito negli anni successivi, caratterizzato da figure sottili e allungate realizzate con superfici grezze e organiche, che lo distinse come uno dei grandi maestri del XX secolo.

La retrospettiva danese svela l’ossessione di una vita di questo poliedrico artista per l’esperienza visiva umana. Nelle sue opere, che si estendono dalla scultura alla pittura, alla grafica e al disegno, Giacometti si sforzava instancabilmente di catturare il mondo così come i suoi occhi lo vedevano e percepivano, in modo soggettivo e senza filtri. È per raggiungere tale scopo che spesso sovrapponeva i suoi lavori e creava innumerevoli bozzetti dello stesso ritratto, tentando di inseguire il fuggire del tempo e il modo in cui esso modifica gli elementi. “È come se la realtà fosse sempre dietro una tenda che si tira via… C’è sempre un’altra… e un’altra. Ma ho l’impressione, o forse è un’illusione, che ogni giorno faccia qualche progresso. Questo è ciò che mi spinge all’azione, come se dovessi davvero riuscire a capire il nucleo della vita” affermava.

Le sculture di Giacometti, dalla forte matericità e realizzate principalmente in bronzo e gesso, sono il fulcro della mostra. Le sue figure protese verso l’alto, spesso ritratte in pose riflessive o in movimento, catturano l’attenzione generando un pensiero quasi ancestrale sulla condizione umana. Oltre alle sculture, è presente una selezione di dipinti e disegni che offrono uno sguardo più intimo e sperimentale sul processo creativo. Attraverso tratti veloci e incisivi, Giacometti esplora forme ed emozioni ma anche l’inevitabile scorrere del tempo, restituendo una percezione suggestiva ed enigmatica a chi osserva le opere.

Per comprenderne appieno la poetica, è essenziale considerare il contesto storico e culturale in cui l’artista ha vissuto e lavorato. La mostra fornisce in questo senso un’analisi approfondita di come gli eventi del XX secolo, tra cui entrambe le guerre mondiali, abbiano influenzato la sua arte e la sua visione del mondo. Tra gli approfondimenti più interessanti, l’esplorazione delle relazioni di Giacometti con altri artisti e intellettuali del suo tempo, tra cui Pablo Picasso e Jean-Paul Sartre, che hanno impagabilmente contribuito a consolidare una personalità artistica che rimane nella storia.

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