Tomoko Nagao, uno Spring Party per l’artista che ha reinventato il Kawaii Pop

Uno “Spring Party” per festeggiare le ultime opere di Tomoko Nagao. È quello che si terrà giovedì 30 maggio alla Galleria Deodato di Milano di via Santa Marta (qua il link per registrarsi all’evento).

Tomoko Nagao.

Artista giapponese con formazione e studi a Londra da molti anni di stanza a Milano, Tomoko lavora da sempre con un doppio linguaggio – pittorico e grafico – che risente molto dell’influenza dell’estetica “superflat” della scuola di Murakami e Nara, con accenti originali nella scelta dei soggetti (spesso legati a tematiche ambientali, attraverso una critica sottile e ironica, mai diretta e aggressiva, alla società del consumo di massa di prodotti “junk” e energia “sporca”, e di rifiuto delle politiche consumistiche globali), e una pratica costante di rivisitazione ironica di temi e soggetti prelevati dalla grande tradizione pittorica occidentale da una parte, e dall’iconografia popolare e consumistica, sia occidentale che orientale, dall’altra.

Tomoko Nagao, A Butterfly maltawhite bluemetal orange flue, 2019, smalto su tela, cm 110×100.

Nelle sue grandi composizioni sono spesso presenti, come richiamo a una sensibilità critica verso la globalizzazione, i marchi delle grandi multinazionali, associati non di rado a fenomeni tellurici o sismici, richiamo, a loro volta, non solo all’attualità, ma anche all’iconografia della pittura tradizionale giapponese (tra le più celebri, una rivisitazione della Grande Onda di Okusai, riletta in chiave ironico-pop dall’artista come elemento grafico in contrasto con l’estetica neocapitalista).

Tomoko Nagao, Angel 6 rose, 2022, olio su tela, cm 120×100 cm.

L’iconografia cui si richiamano le sue opere risente anche delle influenze della cultura manga, con uno sguardo alla tradizione più antica, che ha nella cultura dell’ukiyo-e, la stampa dell’estetica fluttuante, il suo riferimento storico più classico, fino ad arrivare alle ultime creazioni pop delle anime e dei cartoni di largo consumo, ai quali l’artista non lesina riferimenti all’interno dei quadri, mescolati con le icone dei fumetti e delle marche occidentali.

Tomoko Nagao, Madonna with flowers butterfly sulfur, 2019, smalto su tela, cm 61×55.

Negli ultimi anni, il suo lavoro ha attirato un interesse sempre più forte da parte del collezionismo e della critica: alcuni anni fa, le sue opere diventarono l’icona-simbolo di una mostra epocale, “The Botticelli Renaissance”, ospitata alla Gemäldegalerie di Berlino e al Victoria and Albert Museum di Londra, assieme ad artisti contemporanei del calibro di Bill Viola, David La Chapelle e Cindy Sherman, solo per citarne alcuni.

Tomoko Nagao, Eva and Snake with a Banana Pink, 2022 olio su tela, cm 120×100.

Tra le sue ultime opere presentate in galleria, molte le opere che omaggiano la primavera, in linea con lo Spring Party del 30 maggio: farfalle multicolori dal volto antropomorfo come in un cartone Disney, amorini tratti dalla pittura rinascimentale e dai capelli di volta in volta diversi, rose e farfalle, e ancora la silhouette di Eva, la prima donna, con in mano la mela, tradizionale frutto del peccato, ma anch’essa umanizzata e sorridente, e con a fianco un serpente anch’esso con sembianze umanizzate e un volto accattivante e per nulla cattivo; e poi bambi, cicogne, banane, specchi parlanti.

Tomoko Nagao, Salomè blue ribbon silver, 2022, spray su tela, cm 80×90.

E non poteva mancare un suo cavallo di battaglia, la Salomè, con il volto sorriudente ma decapitato, in un curioso rovesciamento semantico delle fonti iconografiche: l’artista si ispira infatti idealmente alla figura di Salomè, dipinta fin dal Seicento come anti-eroina per aver preteso la testa di Giovanni Battista, ma ne cambia il significato in chiave femminile: sul piatto, infatti, è presente la testa di Salomè stessa, rappresentata come una bellezza vittima della società dominata dai poteri forti maschili. La testa, apparentemente gioiosa e spensierata, con una goccia di sangue “umanizzata”, con tanto di occhi e bocca, che suscita immediata simpatia, diventa simbolo di una bellezza che nasconde una sofferenza tragica e un tradimento. Dietro l’apparenza gentile, la donna è in realtà l’oggetto di desideri maschili e di poteri occulti che la dominano e vogliono la sua testa su un piatto d’argento…

Tomoko Nagao, A butterfly with dotts flue, 2019, spray su tela, cm 120×100.

Il mondo di Tomoko è un brulicare di personaggi kawaii (‘carino’ in giapponese), ma dalle memorie e dai rimandi alla grande storia dell’arte occidentale e alla psicologia collettiva. Un mondo estremamente colto e raffinato, ma così fresco e giocoso che è gustabile e apprezzabile da qualsiasi palato.

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